Procede la marcia di avvicinamento alla prossima edizione della Dakar, che scatterà dal Paraguay, da Asuncion, il 2 gennaio 2017. L'attesa è proiettata alla conferenza stampa del 23 novembre, quando verranno svelati tutti i particolari del rally raid. Prima, però, è Marc Coma ad anticipare alcune delle caratteristiche che la carovana troverà nelle 5 tappe che si correranno in Bolivia. Ha trascorso quasi un mese sul territorio, insieme alla squadra incaricata delle ricognizioni e racconta: «I concorrenti resteranno sorpresi dal paesaggio e dalla difficoltà del terreno che troveranno in Bolivia. Dovremo inoltre approfondire insieme quel che tutti pensavano di sapere dopo tre edizioni nella regione di Uyuni», Marc Coma direttore sportivo Dakar.

Uyuni e il deserto salato sono stati il crocevia delle ultime Dakar, pronta a cambiare volto e proporre interessanti cambiamenti al percorso e alla tipologia di fondo. Saranno sei le giornate su zone sabbiose, dune e ostacoli da superare, in un'ambientazione che l'organizzazione definisce molto "africana". Un peso ancor più grande l'avrà la navigazione, si affronteranno molti passaggi in aree aperte e tracce non segnalate. Prove più lunghe, si moltiplicano quelle oltre i 400 km e la speciale da 620 km sarà uno dei punti chiave dell'edizione.

Dakar 2017, inedito metà del percorso

Capitolo Marathon. La consueta prova con bivacco a Uyuni, a 3.200 metri di altitudine e senza assistenza tecnica, sarà affiancata da un nuovo tipo di prova Marathon nella prima settimana, legata ai leader di ogni categoria, sulla quale l'organizzazione non ha voluto scendere nei particolari, rinviando tutto a novembre. 

Saranno limitate le funzioni consentite sui sistemi GPS, a fronte di un più corposo utilizzo dei controlli ai punti di passaggio, sperimentati nel rally Afriquia Merzouga, della Dakar Series, per assicurare una navigazione più precisa e il rispetto dell'itinerario.