La seconda tappa della Dakar 2020 ha portato la carovana dei piloti da Al Wajh a Neom, lungo un veloce percorso semicostiero di 393 km, dei quali 367 cronometrati. In questa occasione si sono riscontrati numerosi errori di navigazione – è stata la prima volta in cui il road-book è stato consegnato solo al mattino prima del via – che hanno condizionato significativamente la classifica, come quello del pilota locale Yazeed Al Rajhi che così proprio sul finale ha ceduto il comando al compagno di squadra in Toyota, Giniel De Villiers. Nessun errore e grande costanza invece per Orlando Terranova (Mini) che finendo oggi 2° (dopo il 6° di ieri) si porta al vertice in classifica generale, con quasi 5 minuti di vantaggio su Carlos Sainz.

Al via 80 auto e 42 side-by-side, vale a dire 3 e 4 rispettivamente meno di ieri. Dopo una prima tappa iniziata con una certa cautela e qualche problema tecnico di troppo, in questo secondo stage il pilota arabo Yazeed Al Rajhi è partito all'attacco prendendo subito il comando delle "danze" seguito prima dallo sceicco Khalid Al Qassimi (Peugeot), poi da Nasser Al-Attiyah (Toyota), infine da Giniel De Villiers. Ma proprio nell'ultima cinquantina di km di PS, per un errore di percorso Al Rajhi accumula una quindicina di minuti di ritardo scivolando 7° e lasciando così la vittoria di tappa a Giniel De Villiers, davanti a un costante Orlando Terranova (Mini) per 3'57". Ultimi chilometri negativi anche per Carlos Sainz (Mini) che perde una decina di minuti scendendo da 2° a 6°, mentre Al Qassimi recupera fino a 3°, staccato di 5'42".

In questa fase i più veloci di ieri hanno rapidamente perso terreno: Valdotas Zala (Mini) svantaggiato dal fatto di partire per primo e poi per altri inconvenienti; Stephane Peterhansel (Mini) subito attardato di oltre 8 minuti al primo controllo orario (km 52). Ottimo avvio invece per Fernando Alonso (Toyota), che per il primo centinaio di chilometri ha oscillato tra il 3° e il 4° posto, incappando però in uno stop al km 160 che gli ha fatto perdere 2 ore e mezza per aver divelto una sospensione dopo aver colpito una roccia. Una riparazione che è stato possibile completare solo una volta raggiunti dal camion dell'assistenza. Problemi anche per Nasser Al-Attiyah, precipitato da 2° a 13° al controllo orario del km 214, ma poi riuscito a recuperare risalendo 5° (a 11'46") dietro al bravo ex-motociclista francese Mathieu Serradori, sul buggy SRT Century, 4° ora anche nella classifica generale.

LA CLASSIFICA DELLA SECONDA TAPPA

3ª TAPPA: Neom-Neom (504 km)

Il tracciato della terza giornata di gara è un circuito che parte e arriva a Neom, la megacittà del futuro in costruzione in Arabia Saudita, snodandosi per 504 km (dei quali 427 di prova speciale) fino a sfiorare il confine con la Giordania. In questa occasione ci si arrampica fino a più di 1.400 metri slm (la quota più alta di questa edizione) offrendo quindi un nuovo ambiente di gara (e nuove sfide per i piloti) tra montagne e canyon. Tuttavia il fondo sarà di tipo sabbioso per il 60% del percorso.