Da un lato ci sarà la tradizione, la sfida portata da Al Attiyah-Baumel sul nuovo Toyota Hilux T1, ci sarà la sfida di Prodrive con BRX e Loeb al volante. Dall'altro, Audi RS Q e-tron prova l'impresa con una tecnologia mai portata prima in un rally raid come la Dakar 2022. Il progetto dell'elettrico con range extender termico ha iniziato a fare sul serio, è reduce da due settimane di test in Marocco, dove la squadra Audi affiancata da Q Motorsport di Sven Quandt ha iniziato lo sviluppo e prove di durata in condizioni ambientali dalle temperature oltre i 40° C.

Carlos Sainz e Lucas Cruz, insieme agli equipaggi di Peterhansel ed Ekstrom, hanno in tasca le primissime sensazioni e guardano alla Dakar del prossimo gennaio con l'ambizione di ritrovarsi immediatamente vincenti.

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Il progetto è veloce

Difficilissimo, tanto più in una gara di durata dove il fattore affidabilità è cruciale. "È un progetto nuovo e il primo anno è sempre molto complesso, arrivi sempre in debito di giornate di test. È una sfida durissima, con una tecnologia mai impiegata alla Dakar. Non correremo in Marocco né ad Abu Dhabi (gare a novembre; ndr), vedremo ad Hail (dicembre; ndr). Abbiamo però l'esperienza e i capelli bianchi per sapere se la macchina sarà veloce o meno, lo so già", commenta Sainz Sr a Marca.

Elettrico, termico e uno scenario estremo

RS Q e-tron è un manifesto tecnologico, che promette la trazione sempre elettrica ma ha la necessità di un motore termico turbo benzina, il 2 litri Audi impiegato nel DTM, per alimentare la batteria agli ioni di litio. I due motori elettrici, uno per asse, sono gli stessi adottati nella Stagione 7 da Audi in Formula E, i primi a essere stati sviluppati dalla casa tedesca. 

Ben quattro motori - compreso il generatore d'energia collegato al 2.0 TFSI - e sei sistemi di raffreddamento, riassumono solo in parte la sfida tecnica. 

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"All'inizio abbiamo pensato fossero un po' pazzi a voler provare a vincere la Dakar con questa tecnologia. È una sfida molto, molto ambiziosa. 

Le prime impressioni sono di una macchina molto veloce. Non c'è frizione né marce, non devi preoccupartene. Acceleri e parte, è una quattro ruote motrici ma priva di collegamento meccanico tra gli assi. La complessità sta nel far girare tutte e quattro le ruote all'unisono, è un controllo gestito dal software. Per me è nuovo anche i freno motore, è una scoperta e non ci ho mai lavorato in passato. 

Tra le dune non devi preoccuparti di nulla se non di mettere le mani sul volante e guardare dove passare, questa macchina toglie parecchio stress nella guida tra le dune", spiega Sainz, dove il freno motore al quale fa riferimento è lo schema brake-by-wire, altro elemento di recupero energetico durante la guida.

Pazza idea

In attesa che i regolamenti definiscano l'equilibrio tra i prototipi T1e come Audi e i T1+ quale è l'Hilux Toyota, tra potenza massima ammessa (sarà inferiore ai 408 cavalli per RS Q e-tron, dalla sua con un potenziale fino a 680 cavalli) e peso, Sainz e Cruz coltivano l'approccio da vincenti subito: "Alla mia età serve un progetto che sia in grado di sedurmi e questo ci è riuscito. L'ambizione è di vincere la Dakar al primo anno. Se siamo un po' pazzi? Forse sì. Fra 3 mesi potrei dirvi che sarà molto difficile e dovremo essere meno ambiziosi ma al momento ci contiamo".