Mentre non si spengono gli echi del trionfo di Verstappen in Spagna, nella pentola della F.1 bolle per il futuro una pietanza dal sapore assai diverso e dai miasmi già sgradevoli e ammorbanti.

Il nuovo regolamento 2017 per i motori in materia di convergenza prestazionale è già bell’e pronto a imboccare una strada che definire inquietante è usare un cortese eufemismo.

La Fia infatti non solo pretenderà misure standard e restrizioni sui materiali, allo scopo di rendere le power unit se non uguali l’una all’altra, quasi.

No, ben peggio. Molto peggio.

Di fatto riproducendo la logica già in atto nella classe Gte del campionato Wec, dopo le prime tre gare di campionato, la Federazione stessa misurerà le performance complessive delle rispettive power unit, e, nel caso la differenza prestazionale risultasse superiore a tre decimi di secondo, chiederebbe al Gruppo Strategico di adottare ulteriori provvedimenti - di natura tecnica o sportiva - per equiparare le performance.

Portato a termine da anni l’appiattimento in materia aerodinamica, la normalizzazione asettica e spersonalizzante è pronta a toccare anche i propulsori, con una sorta di lobotomia istituzionalizzata, al solo scopo di evitare che svetti un Costruttore migliore, meritevole e vincente o, che comunque, non diventi troppo dominante, per non togliere pathos allo spettacolo televisivo e non.

Così la bonifica invade anche e indiscriminatamente il campo sacro dei propulsori.

Dopo freezing e gettonaggio, tutto è pronto ad azzerarsi per imboccare la Fase Tre. Quella della morte definitiva della creatività progettuale motoristica, peraltro già da anni in una situazione pericolante e minacciatissima.

Altro che F.1 quale massima espressione della ricerca automobilistica.

Con regolamenti del genere, Colin Chapman avrebbe fatto fatica a rimediare un pass paddock e Enzo Ferrari si sarebbe messo l’anima in pace, dandosi alla lirica o al giornalismo.

E, quel che è peggio, è che tutto andrà avanti nell’indifferenza generale, con i padroni della F.1 ormai pronti ad accarezzare la soluzione finale, in ossequio ai Gran Premi visti come altrettante arene di Wrestling motorizzato.

Quale? Forse questa. Se un pilota si rivelasse più forte degli altri, nel Gp successivo si potrebbe instillargli una bella influenza o i bacilli degli orecchioni. Così impara. Anzi, disimpara e va come gli altri.

Una domandina finale semplice semplice. Come appassionati siete già abbastanza stufi di tutto ciò o avete ancora posto per peggio?