POTENZA PICENA - In un fine settimana in cui la F.1 ha taciuto e i motori dell’automobilismo che conta rombavano a Le Mans, il ricordo corre a rinnovare la memoria di un grande dell’automobilismo italiano: Elio De Angelis. Con un incontro dibattito la sera di sabato, a Villa Buonaccorsi, dimora originaria del XVI secolo a due passi da Macerata, intitolato “Elio De Angelis - La velocità nel sangue, l’arte e lo stile nell’anima”. 

«Siamo qui, nell’ambito della terza edizione del Memorial Scarfiotti - queste le parole del figlio di Lodovico, Luigi -, per raccontare delle storie. Per leggere e vivere le macchine non come pezzi di ferro, ma strumenti privilegiati per capire e ricordare l’uomo che le ha condotte in gara. E quest’anno tocca proprio a Elio De Angelis, personaggio importante e a tutto tondo dell’automobilismo italiano».

Insieme a Lodovico Scarfiotti e a Riccardo Patrese, Elio resta a tutt’oggi uno dei tre piloti tricolori in grado di vincere una gara iridata di F.1 in suolo italiano, da 53 anni a questa parte. 

E d’altra parte tutto il weekend dal 16 al 18 giugno - che aveva avuto uno stupendo premio di presentazione a inizio mese a Roma, presso il Salone d’onore del Coni - è stato incentrato sulla celebrazione del ricordo di Elio, nato nel 1958, 108 Gp disputati, 2 vinti, 10 podi più tre pole all’attivo. Purtroppo scomparso il 15 maggio 1986 per le conseguenze di un incidente avvenuto in una sessione di test privati sul tracciato francese del Paul Ricard.

Tutta la giornata di sabato 17 giugno è stata bellissima occasione di rimembranza, che ha avuto artefice Roberto De Angelis, fratello di Elio, in nome della famiglia che è accorsa per l’evento, insieme a tantissimi appassionati che non hanno dimenticato le prodezze in pista del campione romano. 

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Presenti anche le monoposto che seppero far crescere Elio, la Ralt Rt1-Toyota con cui vince il Gp Lotteria di Monza di F.3 1977 e la Chevron B38-Toyota che lo vide sbancare il Gp di Montecarlo di F.3 1978, ultimo biglietto utile per salire sul prestigioso treno della F.1, che sarebbe arrivata all’inizio dell’anno successivo, con la Shadow

Una F.1 mirabilmente rappresentata da Clive Chapman, figlio del mitico Colin, che ha portato il bilico del Classic team Lotus, con due monoposto simbolicamente assai importanti, per Elio, la Lotus 91 della prima vittoria iridata al Gp d’Austria 1982 e la fantomatica Lotus 88 a doppio telaio, vettura proibita a metà stagione 1981 dalla Federazione, quasi a simboleggiare ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. 

Il clou della manifestazione nel pomeriggio successivo, a Porto Potenza Picena, dove Emanuele Pirro, che alle prime esperienze in kart sfidò i fortissimi fratelli De Angelis - oltre a Elio pure Roberto e Andrea in pista non scherzavano affatto -, è salito percorrendo per tre volte il rettilineo del lungomare sulla Lotus 88, seguito da Beppe Gabbiani, il grande “Cavallo Pazzo”, fiero avversario di Elio nelle formule promozionali, a bordo della Chevron B38 e dalla Ralt Rt1 vincente al Lotteria e guidata dal collezionista svizzero Giacomo Talleri, seguita dalla Porsche 928 S appartenuta a Elio e guidata dal fratello Roberto.

Molto emozionato Pirro: «Lo ammetto: c’è scappata la lacrimuccia. D’altra parte i De Angelis e Elio in particolare fanno parte della parte più fresca e spensierata della mia carriera, quella in kart e per me guidare la sua Lotus indossando il casco personale è un immenso onore».

L’incontro-dibattito a Villa Buonaccorsi ha visto dirigere la discussione Lino Ceccarelli, cronista Rai della F.1 anni ruggenti, accompagnato da Ezio Zermiani e da Gianfranco Palazzoli, per decenni al seguito del grande Mario Poltronieri, quindi lo stesso Roberto De Angelis, Emanuele Pirro, Clive Chapman, figlio di Colin, artefice della Lotus e team manager di Elio, il promoter Sergio Peroni, Andrea Gallignani della Everest, il padrone di casa Luigi Scarfiotti nonché Nestore Morosini, celeberimo inviato del Corriere della Sera. 

Per tutti coloro che vorranno leggere i vari interventi, Autosprint dedicherà una puntata della rubrica “Cuore da Corsa” all’evento, all’interno del numero in edicola la prossima settimana, a partire da martedì 27 giugno.

In definitiva un intenso momento di commozione e ricordo di un grande campione, del ragazzo intelligente e buono che Elio seppe essere. Ma soprattutto, come lo ha didascalizzato Clive Chapman: «Un vero numero uno e un pilota maledettamente veloce»

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