Comunque sia andata a finire è stata la domenica degli eroi dei due mondi. Un brivido lungo 278 giri, tanti quanti il Gp di Monaco e la 500 Miglia di Indianapolis, che ha saldato insieme le emozioni in mezzo a due continenti mai così vicini ma sempre molto (troppo) lontani. Da una parte la strepitosa doppietta Ferrari dall’altra l’urlo strozzato per le speranze di Fernando Alonso andate in fumo insieme a quel motore Honda che quasi si diverte a perseguitarlo a dispetto anche del cambio di categoria. In mezzo c’eravamo noi appassionati di quel Motorsport che ci ha regalato una delle sue pagine più belle, ricca di corsi e ricorsi, piena di messaggi e di storie da raccontare.

Kimi e Fernando, quando si ama chi perde

Svolta Mondiale, abbiamo titolato in copertina. Questo dice il verdetto dopo la roulette sulle stradine del Principato. L’ottantaduesima doppietta nella settantantennale storia del Cavallino rilancia nel firmamento del Mondiale di Formula Uno le Rosse. Per la Scuderia è la vittoria numero 227 nel Mondiale, per Sebastian Vettel il 44° successo in carriera e il sesto da quando guida una Rossa. Il tedesco di Maranello guida ora il Mondiale Piloti con 25 punti di vantaggio su Lewis Hamilton.

I punti di distacco sono quelli che equivalgono a una vittoria, in realt? la differenza vista in pista a Montecarlo sembra molto più profonda se si pensa a una Mercedes rimasta giù dal podio e in affanno con la sua punta di diamante, un Lewis Hamilton che viaggia a corrente alternata.

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Tra le tante immagini di festa in Rosso del Principato, in mezzo alle mille dichiarazioni maranelliane, l’attenzione è caduta su quelle dei tecnici. Mattia Binotto: «Siamo contenti perché erano 16 anni che non vincevamo a Montecarlo, la soddisfazione c'è per chi è qui con noi e per chi lavora da casa. Una doppietta del genere è proprio bella. Questa vittoria conferma che la SF70H ha le carte giuste per ambire a qualcosa di importante. Le aveva gi? in Australia e oggi siamo qui a ribadirlo». Riccardo Adami: «Sicuramente è una delle giornate più belle della mia vita. Vettel è stato grandissimo in gara, quei tre giri in più prima della sosta sono stati incredibili e ha riscattato la piccola delusione delle qualifiche. La nostra macchina ha confermato di essere competitiva e adatta a questo tracciato, per questo abbiamo vinto. E' una gioia perché in passato a Monaco non eravamo stati fra i favoriti, quindi trionfare nel 70° anniversario della Ferrari è speciale».

Lo pensa di sicuro anche Kimi Raikkonen che fino in fondo ha sperato di poter tornare sul gradino più alto in un Gp. Ha finito, invece, alle spalle di Vettel e pure piuttosto imbronciato. Nella domenica in cui il Dio delle Corse ha messo in terra una domenica fantastica esaltando i suoi eroi lungo due continenti, con una fantastica regia che ha mixato emozioni estreme, proprio Kimi si merita un applauso. 

Grande quanto quello da tributare ad Alonso che a Indianapolis ha tenuto tutti col fiato sospeso prima del ritiro e del successivo rush finale dal quale è svettato Takuma Sato, piccolo giapponese dal grande piede destro, davanti a Castroneves e Ed Jones.

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