È successo. Dopo 10 Gp, a metà stagione esatta, la Mercedes è tornata padrona assoluta della scena in F.1. L’uno-due Hamilton-Bottas, che ha fatto schizzare la Casa della Stella a più 55 dalla Ferrari e portato a meno uno da Vettel un Lewis formato lunare nella corsa al titolo Piloti, è un segnale fortissimo a un campionato che dall’Ungheria s’infilerà in una sorta di girone di ritorno. Le due forature che hanno mandato in fumo diversi sogni e alcuni punti in più, hanno invece infilato la Rossa in un pomeriggio da girone dantesco.

Che fosse un Gp piuttosto scomodo a Maranello lo avevano messo in conto su una pista dove conta più l’efficenza del carico. Era chiaramente una corsa dove limitare i danni quella a Silverstone dove le gioie in Rosso si contano sempre col contagocce. E che sarebbe stato un pomeriggio quasi d’inferno per il Cavallino lo si è capito immediatamente al via quando i freni sulla vettura di Vettel hanno preso fuoco, Arrivabene ha scosso la testa e poche cose da quel punto in avanti sono andate per il verso giusto.

È finita con un terzo posto ripreso per i capelli da uno splendido Raikkonen (magistralmente secondo fino alla foratura) e un settimo posto da parte di Vettel anche lui azzoppato dall’anteriore sinistra. «Anche se i motivi sono evidenti, lamentarsi per aver perso un secondo e un quarto posto non è da Ferrari. Oggi abbiamo perduto molti punti sia nella classifica Costruttori che in quella Piloti, questa è la realtà. Da qui bisogna partire e migliorare rapidamente, con umiltà e determinazione», ha sottolineato Maurizio Arrivabene. «Dobbiamo restare con i piedi per terra», ha spiegato Toto Wolff prendendo a prestito la frase-mantra tanto cara al team principal di Maranello. E ha aggiunto: «Dominio Mercedes come negli anni scorsi? Qui a Silverstone si, però rimaniamo consapevoli che si tratta di un weekend a sé, la Ferrari ha dimostrato di essere forte e in questa occasione è stata anche molto sfortunata».

Duello Vettel-Verstappen: un grande spettacolo senza "colpe"

Cose da mettere in conto nell’arco di una stagione. L’importante, adesso, è che non si afflosci come quelle due gomme esplose nel finale anche l’equilibrio di un campionato che finora ha fatto dell’incertezza la sua arma di forza

È in edicola un AUTOSPRINT COLLECTION interamente dedicato a Gilles Villeneuve a 40 anni dal debutto del pilota canadese in F.1. Era il 16 luglio 1977. 132 pagine, con foto inedite, ricordi, racconti, retroscena. Un volume da non perdere su un pilota che ha lasciato il segno nel cuore di tantissimi appassionati.