Ci sono certe vittorie che ti entrano dentro, avvampano le vene, fanno contorcere, costringono ad agitarsi in pista e sul divano. Successi che costano fatica viaggiando sul filo dell’incertezza, dell’ansia e della paura. Trionfi che sono ancora più belli perché sofferti, pieni di ansie capaci di tenerti sul filo fino alla bandiera a scacchi. Il blitz della Ferrari in Ungheria è stato proprio così. Bello perché sofferto. Fondamentale perché fa proseguire il Grande Sogno iniziato in inverno a Maranello e arriva subito dopo il mezzo incubo di Silverstone.

Così alla doppietta Mercedes nel Gp d’Inghilterra, la Scuderia ha replicato con una doppietta, la migliore risposta possibile per togliere dubbi e andare in vacanza con prospettive diverse. Quelle vacanze che adesso Toto Wolff non vorrebbe neanche fare perché «Con un risultato come questo di Budapest, vorrei tornare in pista già settimana prossima per mettere tutto in ordine».

Già, è proprio questo il punto. Qual è l’ordine di quest’anno? «In Ungheria la Ferrari è stata la macchina più veloce su questo circuito, a Silverstone l’abbiamo avuta noi e speriamo di averla anche quando torneremo a Spa, ma pure a Monza, che è molto importante». Ebbene sì Monza. Al Gp d’Italia – si dice – verranno riconfermati Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Un’accoppiata che in giornata di grazia può continuare a regalare imprese come quelle di Budapest.

F1 Ungheria: gregari, giochi di squadra e compromessi: chi ha ragione?

Con la vettura di Vettel in crisi con lo sterzo e Raikkonen alle spalle chiaramente più veloce, la Scuderia ha cercato solo di difendere il miglior risultato. Fosse passato Kimi (aveva nel piede e nella vettura la possibilità di farlo), Sebastian sempre più in difficoltà con quello sterzo che piegava a sinistra, sarebbe finito in pasta dello squalo Hamilton, le cui fauci di allungavano paurosamente alle spalle delle due Ferrari. E invece lo squalo è rimasto intrappolato nella rete e ora ha un distacco di 14 punti da Vettel. Era dal 2010 che la Ferrari non vinceva 4 Gp in una stagione, anche questo vorrà pur dire qualcosa…

Mentre il Mondiale di Formula Uno va in vacanza (si tornerà a correre nell’ultimo week-end di agosto a Spa) un vero e proprio terremoto sì è abbattuto sul motorsport vittima di un gigantesco effetto domino. La decisione Porsche di lasciare il Wec, immediatamente successiva a quella Mercedes di abbandonare il Dtm,  aprono dibattiti e accendono i riflettori sulla Formula E, categoria sempre più di riferimento per le Case che potrebbe essere anche il prossimo approdo per FCA

L’ultima annotazione riguarda il Mondiale Rally. Una fantastica prima volta per Lappi, l’ennesimo prodotto di una scuola finlandese che da sempre sforna piedi destri velocissimi. Ad Esapekka sono state sufficienti quattro gare al volante di una Wrc Plus per mettere le mani sul primo successo iridato della carriera. Cose da grande pilota anche se correva in casa. Con la Toyota è stato davvero esaltante per un’impresa che non è esagerato ribattezzare leggendaria.