Anche se molte volte davvero maledetta, la poesia di certe grandi corse mai dimenticate esonda in un nuovo numero di Autosprint Collection e tracima di una passione dura e pura che guarda al passato con la speranza che anche il futuro possa essere così travolgente. Potente. Come le pagine di questo volume speciale, 132 pagine, foto e storie davvero inedite uscite come una pozione magica dalla tastiera prolifica di Mario Donnini e dai ricordi di Arturo Merzario. Quasi due gemelli del gol con le emozioni. Ogni gara, una storia da raccontare e soprattutto da rileggere con gli occhi di chi adesso guarda al mondo delle corse e sa da dove proviene.

Le Grandi Corse mai dimenticate è da leggere tutte d’un fiato spaziando dalla Formula Uno, al Mondiale Rally attraversando a tavoletta anche Mondiale Marche e Grandi Salite. C’è l’inferno dei rail di Watkins Glen. L’Ostkurve della vecchia Hockenheim. La sicurezza precaria e il tifo alle stelle di Kyalami. Gli eroi della Nordschleife. I ricordi tristi di Zolder e  le dune di Zandvoort. In totale sono 15 le piste ex F.1 prese in considerazione, due corse icona come Targa Florio e Mugello Stradale e una sui generis come il Giro d’Italia.

Il  punto di partenza di questo speciale - davvero specialissimo - è piuttosto semplice. Anzi, sono due. Punto uno. Il panorama dei tracciati attualmente utilizzati  nelle corse non è che sia molto entusiasmante. Perché sicurezza, razionalizzazione e tendenza alla semplificazione gestionale hanno creato un ampio ventaglio a livello mondiale di location prive di personalità, che fanno rimpiangere l’epica dei circuitoni di un tempo. Pericolosissimi ma leggendari. Sorta di lavagne su cui i piloti scrivevano trame più da favola che da corsa. E allora perché non coinvolgere il più prestigioso, amato e blasonato tra i nostri testimoni del tempo, per una descrizione evocativa, magicamente palpitante e magnetica, ma allo stesso tempo puntuale, precisa e autorevole, delle pistone che furono?

Ecco il punto due, che vanta un nome e un cognome: Merzario Arturo di anni 75. La sua partecipazione diretta, attiva e calda, a questa iniziativa editoriale è un segno d’immenso rispetto verso di lui e anche un regalo ai lettori di Autosprint, che considerano il comasco, oltre che ultimo degli stradisti veri, uno tra i campioni più celebrati e amati quanto a classe, estro, testa, cuore, capacità di pilotaggio e brutale sincerità. Il tutto non necessariamente in quest’ordine. Pilota, costruttore, maestro e vincitore al vecchio Nurburgring, alla Targa Florio, nelle due ultime edizioni del Mugello stradale e veterano della F.1, già uomo squadra amatissimo da Enzo Ferrari e del Mondiale Marche, al top in Ferrari e Alfa, con 11 trionfi iridati all’attivo, più il titolo del prestigiosissimo Euro 2000, Arturo Merzario rappresenta un immenso patrimonio umano e agonistico.

Un volume completo nel quale si parla anche di salite (con la Bologna-Raticosa) e ovviamente di rally con Safari e Sanremo, due tappe uniche che adesso brillano per la loro assenza nel giro iridato, dove i ricordi sono quelli di Miki Biasion che in queste due sfide ha corso e vinto. Insomma ce n’è per tutti i gusti.