Sono passati trent’anni da quel 1988, la prima volta iridata di Ayrton Senna in Formula Uno. Un anniversario troppo tondo e importante per poter passare inosservato, uno snodo epocale difronte al quale era impossibile rimanere indifferenti. Non ci si stanca mai di raccontare e leggere storie di leggende. 
Quella di Magic viene narrata, sotto una luce diversa, e tanti retroscena, con un Autosprint Collection in edicola da martedì 7 agosto. TrentAyrton. 132 pagine di emozione pura. Con immagini inedite e un racconto che avvolge, testimonianze che fanno riflettere, storie che si rincorrono attorno a un mito, aneddoti di vita vissuta accanto a un uomo e a un pilota diverso da tutti gli altri. Ha una concezione della vita profondamente spiritualizzata ma la estrinseca in un solo modo: andando più veloce degli altri, coniugando stilisticamente quello che fino a un millisecondo prima della sua apparizione in F.1 sembrava incongelabile: l’aggressività di guida alla pulizia assoluta; che l’asfalto sia asciutto o bagnato per lui non fa alcuna differenza…
Ayrton Senna è poi un’icona che non è mai andata via da Autosprint. È qualcosa che ha continuato a vivere nella redazione dell’unico settimanale da corsa italiano anche dopo la sua scomparsa, è stata vissuta dalle vecchie e tramandata alle nuove generazioni, con un diffuso senso di appartenenza pure nei momenti più scomodi quando c’era da mettere le mani nel verminaio dell’inchiesta giudiziaria e l’aria era pesante. Un campione da difendere sulle nostre pagine e anche nelle parole di chi aveva vissuto Senna come un fratello.
TrentAyrton nasce così dalla nostra voglia di raccontarlo ancora, sfruttando il pretesto della cifra tonda dalla conquista del suo primo titolo iridato, l’inizio della sua leggenda, un buon motivo per rivivere una storia calda, unica, intensa. Il trionfo di trenta anni fa è il grimaldello per penetrare di nuovo nella cassaforte di ricordi indimenticabili. Pretesti idealmente aggreganti per riprovare la sensazione unica di avere un debito emotivo ed esistenziale con lui in grado di suscitare come allora un magnetismo che ci attira al suo vissuto, invitandoci a dedicargli ancora tempo, in un reincontrarsi amico che non finirà mai. 
E per tornare al rapporto speciale tra Ayrton ed Autosprint: dal nostro meraviglioso archivio sono spuntate fuori immagini che fanno battere il cuore. Sono le foto con Senna ritratto nella vecchia redazione di via del Lavoro 7 a San Lazzaro di Savena. Era l’inizio di maggio del 1985. Si era da poco corso a Imola in Gp di San Marino e il Circus stava viaggiando verso il Gp di Monaco. Di buon’ora al mattino il paulista si presentò alla Conti Editore. Ed ecco che cosa scriveva il vostro settimanale da corsa sull’improvvisa visita di Senna ad As, sotto al titolo di Salve, sono Ayrton. “Chi è un pilota di F.1? Un personaggio pubblico un poco presuntuoso, sicuro di se stesso al punto di essere scortese verso gli altri, oppure una persona come tante che si trova sotto il fuoco dei riflettori solamente perché svolge un’attività invidiata, rischiosa, popolare? Ci domandavamo queste cose, quando, all’improvviso, la porta si è aperta e Ayrton Senna si è presentato ad Autosprint vestito con un paio di jeans e con una valigetta ventiquattro ore in mano. Una visita che non poteva non farci piacere anche perché il venticinquenne pilota brasiliano della Lotus-Renault si è mostrato ben diverso da come, generalmente, viene definito un campione della massima formula. Così Ayrton è rimasto per qualche ora in compagnia di tutto lo staff di Autosprint, scambiando opinioni con i redattori della rivista, e interessandosi attivamente su come si costruisce il giornale”. 
Un giornale, Autosprint, che ha amato e soprattutto difeso il campionissimo brasiliano e che non smetterà mai di raccontare le sue gesta per continuare a trasmettere i valori di un pilota che non è mai stato come tutti gli altri.