Ora che il Circus della Formula Uno si sposta da Sochi a Suzuka il solco è diventato quasi voragine. Lewis Hamilton ha portato a 50 i punti di vantaggio su Sebastian Vettel, la Mercedes nel Mondiale Costruttori ha allungato a più 53.

Con una doppietta discussa, tra ordini e disordini di scuderia, le Frecce d’Argento e Hammer hanno messo un’enorme ipoteca anche sul Mondiale 2018, un marchio di fabbrica da quando le monoposto di F.1 hanno virato verso la F.Hybrid. Una clamorosa prova di forza delle W09 che in Russia hanno vissuto in un pianeta a parte, lontano dagli altri, imprendibili.

Cazzottoni in faccia a una Rossa che, ora, non può far altro che guardare avanti, spostare l’attenzione verso il Giappone per esorcizzare un momento difficile, all’interno del quale la SF71H pare tornata a inseguire un rivale che ha chiaramente messo la freccia non solo nella classifica di un Mondiale che domenica prossima manda in scena il quint’ultimo round. Ha ammesso il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene a fine gara: «Quello di Sochi, a partire dal venerdì, è stato per noi un weekend piuttosto difficile. Nonostante il lavoro fatto alla ricerca degli assetti ideali, né al sabato né in gara siamo stati sufficientemente competitivi da poter impensierire i nostri avversari diretti. Rispetto ad altri circuiti, qui ci è mancato qualcosa; questo non ci ha permesso di ridurre il divario di punti. La prossima gara, in Giappone, sulla carta presenta caratteristiche molto simili a quella di Silverstone; quindi a Suzuka avremo indicazioni più precise sul potenziale della nostra vettura; se saranno positive sapremo, nonostante la difficile situazione di classifica, di avere i mezzi per poter lottare fino alla fine».

Suzuka, adesso. Per l’onore delle armi e per provare a mantenere in vita un sogno, prolungare una speranza che adesso pare vana. A proposito di speranza. Non l’ha mai persa Antonio Giovinazzi e alla fine è stato ripagato. Il pilota pugliese si è garantito finalmente un sedile per il 2019. Correrà per l’Alfa Sauber, compagno di squadra di Kimi Raikkonen, in un mondiale di F.1 che ritroverà finalmente in griglia un pilota italiano. È una battaglia vinta per tutto il nostro motorsport tricolore e anche un piccolo orgoglio per Autosprint che ha seguito la carriera del ragazzo di Martina Franca fin dalle prime gare, quando per costruirsi un futuro era stato costretto a lasciare il nostro paese.

Ma in fatto di orgoglio italiano ce n’è davvero in quantità industriale nell’Autosprint Collection pronto a uscire in edicola da martedì 2 ottobre. Sono 132 pagine interamente dedicate ai rally e in particolare all’epopea Fiat-Lancia nella specialità capace di conquistare titoli a raffica: 20 in 20 anni di Mondiale Rally. A raccontare quei meravigliosi anni di trionfi è Cesare Fiorio, il grande capo di quelle armate che hanno lasciato un segno indelebile negli albi d’oro e nei cuori degli appassionati.