I sogni, si sa, muoiono all’alba. Ma stavolta il risveglio è un mezzo incubo per il popolo ferrarista. Le due SF90 giù dal podio alla ricerca della perduta potenza, trazione e stabilità.

Era dal catastrofico 2014 che la Ferrari non iniziava così male e sappiamo tutti come andò a finire quella stagione da tregenda: non arrivò neanche una vittoria. Meglio ricacciare indietro quei fantasmi. L’alba del Mondiale 2019 riporta subito tutti con i piedi per terra e induce a più miti consigli, dopo un pre-campionato al marzapane, troppo bello per essere vero.

Più che Rampante è un Cavallino Mancante quello che nel primo round in Australia rimane a guardare gli altri fare festa con la doppietta Mercedes e la Red Bull che regala il primo storico podio alla power unit Honda. In Australia il mondo si è completamente capovolto: la Rossa che a Barcellona nei test aveva mostrato ben altra forma e consistenza non è pervenuta a Melbourne. Fin dal venerdì è stato evidente che le SF90 non avevano il giusto bilanciamento.

Un’evidenza che è divenuta realtà nel corso delle qualifiche, quando sono emerse ancor più lampanti le difficoltà della monoposto ad adattarsi all’asfalto dell’Albert Park, proprio su quella pista dove le Rosse, sia nel 2017 che nel 2018, avevano iniziato centrando due vittorie.

Pista anomala, quella del primo round stagionale: ma stavolta il risultato è stato davvero sconcertante. "Lasciamo l’Australia con una gran quantità di dati da analizzare per capire come tornare ai livelli di competitività che ci appartengono per la gara del Bahrain fra due settimane", ha detto Binotto che senza ombra di dubbio si aspettava uno scenario e soprattutto un risultato diverso al suo debutto sul muretto in un Gp da team principal del Cavallino.

Una prestazione inaspettata, quella della Ferrari, dopo la bella illusione della vigilia. Tanto inaspettata da sorprendere anche i rivali. A iniziare da Toto Wolff che ha ammesso: "Un vantaggio così non ce lo aspettavamo – ha commentato – il nostro passo ci ha sorpreso così come il ritmo basso della Ferrari. Le due cose hanno creato un grande divario, ma non credo che sarà sempre così, sono convinto che i nostri avversari abbiamo avuto un weekend difficile con il setup della monoposto. Non è semplice capire le origini di alcuni problemi su queste monoposto, ma ora avranno tempo per analizzare tutto. In Bahrain troveremo un contesto del tutto diverso, e potremmo vedere tante differenze in termini di valori in campo".

Speriamo che il boss delle Frecce d’Argento abbia ragione. Intanto da martedì 19 marzo i nostri affezionati lettori troveranno in edicola il numero 2 di Autosprint Gold Collection che stavolta è dedicato ai 70 anni dell’Abarth. Il mito dello Scorpione nasceva infatti il 31 marzo del 1949 e da allora è sinonimo di competizione. Abbiamo ripercorso la sua grande storia in 132 pagine che trasudano passione con immagini davvero esclusive e storie inedite. Uno spaccato di un mondo la cui anima è rimasta intatta nonostante il passare del tempo.