Questo non è un problema di giudici da giudicare. Le decisioni, ormai prese, vanno rispettate (anche se in questo caso c’è già in ballo un appello). Ma possono anche non essere condivise. Questa non è una questione di tifo, di visione rossa delle cose della F.1. Questo è sostanzialmente mettersi d’accordo su quale F.1 vogliamo.

A noi di Autosprint, quella che abbiamo visto domenica scorsa in Canada proprio non piace. E non piace per niente neanche a tantissimi dei nostri lettori che a fine Gp hanno invaso le nostre mail per scrivere cose che non starebbero bene sulle pagine del nostro (e soprattutto vostro) giornale.

La penalizzazione di 5” inflitta a Sebastian Vettel è benzina gettata sul fuoco delle polemiche che infiammano la sfida di Montreal e inceneriscono quella che poteva essere la prima vittoria stagionale della Ferrari. Una situazione ovviamente innescata da un errore del tedesco della Rossa, sotto pressione e braccato da un Hamilton in quel momento più veloce, ha spinto oltre ogni limite. Anche quello della SF90 che è partita per la tangente costringendo Vettel a una manovra da rallista per riportare a più miti consigli la sua vettura.

Al rientro sull’asfalto ancora di traverso che cosa avrebbe potuto fare Seb? L’unica cosa è quella che ha fatto, perché non aveva alternative: o si ributtava in pista o andava a muro… Quindi sposiamo in toto il pensiero del team principal della Ferrari Mattia Binotto che nel post-gara ha sottolineato: "Per noi il vincitore morale è Seb. Ha passato il traguardo davanti a tutti, quello è l’importante. Basta ascoltare la folla e guardarsi attorno. Non siamo noi a decidere, c’è chi lo deve fare, però credo che si possa avere un’opinione diversa".

Anche noi ce l’abbiamo. Ovvero che la penalizzazione a Vettel svilisce lo spirito del motorsport. Per il resto ci possiamo accapigliare e disquisire fin quanto si vuole: ma così si è ferito il cuore di un duello bellissimo. Un colpo al cuore che alcuni grandi del motorsport hanno stigmatizzato. Mario Andretti: "Io penso che la funzione degli steward è quella di penalizzare dei comportamenti che attentano alla sicurezza, non certo degli sbagli onesti frutto di una corsa durissima. Ciò che è accaduto nel Gp del Canada non è accettabile a questo livello, nel nostro grande sport".

Ancora più duro Nigel Mansell che ha anche ricoperto in passato il ruolo di steward: "Quello che è successo in Canada è ridicolo. Vettel quando è tornato in pista era passeggero della sua macchina, cosa avrebbe mai dovuto fare di diverso? Quello che è accaduto è molto, molto imbarazzante. Non ho provato alcuna gioia nel vedere che una sfida tra due campioni che hanno guidato brillantemente è terminata in un risultato falso". Meglio cambiare argomento, adesso.

Nel prossimo week end ci sono due appuntamenti davvero top. Da una parte ecco la 24 Ore di Le Mans, la sfida iconica che chiude anche la SuperStagione del Wec 2018-2019 e dall’altra il Mondiale Rally che sbarca in Sardegna per la 16ª volta sugli sterrati sull’isola che dal 2004 ospita la sfida iridata del controsterzo in salsa tricolore. All’interno troverete una SuperGuida all’evento italiano con il campionato del mondo: assieme al Gp di Monza un evento da tutelare perché fa ormai parte del nostro patrimonio da corsa.