Finalmente Audi. Già a Hong Kong la vittoria sul campo, non validata dai controlli dei commissari, per un errore amministrativo. A Città del Messico va tutto per il verso giusto, la FE04 e-tron conferma la velocità del progetto – mai in dubbio – supportata dalla tenuta sui 47 giri, affidabilità che ha rappresentato il tallone d'Achille di questo avvio di Stagione 5. Daniel Abt vince autorevolmente e resta il rimpianto per lo spettacolo, a quale ePrix avremmo assistito senza il ritiro di Rosenqvist, loro due i più rapidi in pista. La competitività Audi è stata certificata anche dalla gara tutta attacco di Lucas Di Grassi, un costante recupero fatto a suon di sorpassi.

Scena tutta per Abt a fine gara. Che racconta: «Siamo arrivati qui sapendo di avere una macchina velocissima e 12 punti in totale. In Formula E può accadere di tutto e devi concentrarti su ogni singolo giro». La chiave dell'ePrix, nel cambio macchina: «I meccanici sono stati molto, molto rapidi, non so come siano riusciti a farlo ma ha rappresentato la chiave per la vittoria e li ringrazio. Ho avuto un leggero momento per realizzare cosa stesse accadendo a 5 giri dal termine, brevissimo, e le pulsazioni sono andate alle stelle, ma non sei mai certo, la Formula E è imprevedibile e l'abbiamo visto con Felix, dobbiamo continuare a dare il nostro meglio. Sono molto fiero del team, è stata una gran giornata».

Mahindra, sorpresa affidabilità

Di segno opposto il sabato di Mahindra Racing, che soffre troppi problemi tecnici sulle due monoposto, probabilmente legati al pacco batterie, secondo Dilbagh Gill, a chiedere una verifica più attenta dell'elemento, che già a Marrakesh ha obbligato a un cambio macchina prima del via Rosenqvist. L'asfalto liscio di Città del Messico ha messo le ali al pilota svedese, dopo la difficile trasferta di Santiago del Cile. Pole e 14 giri da dominatore, prima di alzare bandiera bianca: «Tutto quel che so, è che è molto strano per noi avere questi problemi, andati via via peggiorando con il proseguire dei giri: sembrava come se alcune parti fossero rotte. Credo siamo stati sfortunati ma per fortuna solo JEV e Buemi sono tra quelli nella mischia che hanno ottenuto punti. Dobbiamo solo dimenticare questo round».

Turvey, Messico amico

E' da ricordare, invece, per NIO e Oliver Turvey, che l'ePrix di Città del Messico possono collocarlo di diritto tra gli appuntamenti preferiti. Già lo scorso anno la competitività non era mancata, era mancata la concretizzazione del risultato, giunta sabato: podio autorevole, in controllo su un Buemi che ha provato l'attacco finale ma ha trovato la resistenza dell'inglese.

«Lo scorso anno fu davvero difficile, eravamo in pole position e poi mentre eravamo in testa ebbi un problema tecnico. Oggi sapevamo di avere il passo per essere in lotta là davanti, se avessimo costruito un week end nel quale tutto filava liscio. In avvio ero piuttosto a mio agio e sono riuscito ad allungare su Sebastien, ero fiducioso nella possibilità di difendermi e ho staccato il più tardi possibile quando l'ho visto andare all'interno. E' stata una gara serrata, sono contento di ottenere i primi punti per il team. Spero potremo portare questo slancio nelle prossime gare e ottenere una vittoria».

Buemi si chiama fuori dalla contesa iridata

Podio completato da Sebastien Buemi, soddisfatto a metà. E le preoccupazioni in ottica campionato sono legate alla velocità espressa finora, a suo dire non sufficiente per contendere il titolo a Vergne, Rosenqvist e Bird, che lo precedono in classifica, ma reduci da un week end tutt'altro che esaltante. Veloce è Audi e il gap da colmare per Daniel Abt (37 punti, sesto), viste le prestazioni espresse, non ancora irrecuperabile.

«La prima parte della gara è stata la più difficile per me, poi nella seconda sono stato molto più veloce. Sapevo che Daniel era troppo lontano davanti, così ho preso il tempo che mi serviva per provare a passare Oliver, ho aspettato che andasse in difficoltà con l'energia, perché qui è davvero difficile sorpassare. Non mi ritengo in lotta per il campionato, non sono abbastanza veloce, ma sono comunque contento perché questo è il ventesimo podio in Formula E».