Nemmeno a Bernie Ecclestone era riuscito un coup de theatre simile. Portare sulla stessa griglia di partenza tutti i più blasonati marchi tedeschi: Audi, Bmw, Mercedes e Porsche. Quattro degli undici costruttori omologati per la sesta stagione della Formula E, che si correrà nel 2019-2020, con le nuove monoposto Gen2, presentate allo scorso Salone di Ginevra.

Mentre Roma accoglie il 7° round della quarta stagione, il boss del campionato elettrico, Alejandro Agag, guarda al futuro con giustificabile orgoglio: “Se mi avessero detto che avremmo raddoppiato il numero dei costruttori avrei detto che era una follia. Ma questa è la realtà ora”.

La realtà è che nel 2019-20 il parterre del campionato elettrico sarà di prima grandezza. Oltre al poker d'assi tedesco ci saranno  DS, Jaguar-Land Rover, Mahindra e Nissan, affiancati da NextEV Nio , Penske e Venturi.

“La Formula E sta crescendo sempre più – ha dichiarato il presidente FIA Jean Todt – e ora che confermiamo due nuovi costruttori per la sesta stagione rendiamo ancor più evidente il successo di questo progetto. Mercedes e Porsche sono entrambi marchi con una lunga e vittoriosa storia nel motorsport e il livello dei costruttori per il 2019-20 è molto alto. La Formula E si sta rafforzando e l'impegno dei costruttori nel raggiungere una tecnologia sostenibile nelle corse è molto incoraggiante”.

Ancor più incoraggiante se si considera a cosa hanno rinunciato Mercedes e Porsche per partecipare. La Casa di Stoccarda ha già annunciato l'addio al Dtm, il campionato turismo tedesco dove ha raccolto ori e allori, quella di Zuffenhausen ha rinunciato al progetto Lmp1 nel Mondiale Endurance, per anni massima espressione del proprio impegno sportivo e dell'evoluzione tecnologica del marchio.