Chilometri su chilometri già all'attivo, lo sviluppo della Gen2 da parte dei team procede a regime spedito in vista della Stagione 5. Chilometri, i primissimi in pubblico, il progetto Spark-Dallara li ha percorsi stamani a Berlino, Nico Rosberg al volante, a prendere le misure, prestarsi per una sessione di riprese. Il bis, sabato, prima del via dell'ePrix a Tempelhof.

Di come sarà il primo cambiamento epocale nella storia ancora giovane della Formula E si è detto a sufficienza. Più autonomia per poter fare a meno del cambio macchina a metà gara. Più cavalli, quasi 70 extra rispetto ai 272 oggi disponibili in qualifica, potenza che sarà possibile sfruttare durante l'ePrix.

L'incremento di prestazioni non porterà la Formula E a barattare il format vincente, il correre nei centri delle città. Serviranno, magari, degli adeguamenti su alcune piste. Quasi 350 cavalli sono una potenza apparentemente limitata, in assoluto, la realtà è però un'altra, come spiega Jean Eric Vergne: «Penso che tutti i piloti di Formula E siamo d'accordo sul fatto che il livello di potenza per il prossimo anno sia giusto, siamo contenti. A causa delle piste, non vogliamo macchine più potenti; potremmo avere circuiti più lunghi ma con quelli attuali, correre con 250 kW sarà impressionante e da far paura».

Le velocità si porteranno in prossimità dei 250 km/h, contro punte massime in Stagione 4 raramente vicine ai 225 km/h. Oltre la velocità assoluta, lo spettacolo percepito dal pubblico è nelle battaglie corpo a corpo, una costante di quasi ogni ePrix quest'anno: «Piste più lunghe e larghe arriveranno ma la cosa positiva della Formula E è la possibilità di battagliare, non importa per quale squadra corri. La differenza tra un team grande e uno piccolo, in Formula 1, è enorme. Se metti Lewis Hamilton su una Sauber non andrà sul podio, se metti Marcus Ericsson o Charles Leclerc su una Mercedes, non dico vincerebbero delle gare ma avrebbero un'opportunità. In Formula E lo scenario è opposto».