Era atteso, è arrivato: con il gioiello dai colori del brand dell’elica, la BMW iFE.18, un altro colosso sbarca da protagonista autentico in Formula E. Dopo due anni da osservatrice, sostenitrice del Team Andretti, lo scorso luglio BMW ha direttamente rilevato la squadra per entrare dalla porta principale del campionato delle monoposto elettriche, come costruttore.

STRADA E PISTA. Garantendo da una parte l’integrazione ideale tra la produzione sviluppata in questi anni dagli ingegneri della sezione dedicata alle vetture elettriche, BMWi e il lavoro dei colleghi di BMW Motorsport. Dall’altra, rilanciando la migliore concorrenza possibile a chi ormai ha scelto la strada (decisamente più economica della F.1) del binomio prodotto&sport. Un campionato già affollato con Audi, Jaguar, Mahindra, DS, Renault (da quest’anno sostituita da Nissan), in attesa di Mercedes e Porsche previste per il prossimo anno. Ma nel quale ora BMW è destinata, presto o tardi a giocare un ruolo decisivo.

ESPERIENZA. Il “futuro è elettrizzante” recita un riuscito claim della Casa di Monaco e il presente non è da meno, come spiega Klaus Fröhlich, membro del Board of Management di BMW AG: «La mobilità elettrica - dice - sarà sempre più al centro della nostra strategia, da oltre dieci anni BMW si conferma leader in questo settore. E da oggi lo sarà sempre di più». Del resto quando hai messo già in cassaforte 120.000 i3 vendute (dal 2013), significa che hai tutto il know how che serve per permetterti il grande salto. Perchè la monoposto in bianco e azzurro che parteciperà al prossimo campionato di Formula E è la sorella maggiore o minore, fate voi, della BMW i3, costruita, realizzata e sviluppata (telaio a parte) - quindi powertrain elettrico, inverter e tutta la meccanica intorno - dagli ingegneri BMW, quelli del Motorsport, coadiuvati, appunto, dalla grande esperienza costruita negli anni da quelli di BMWi. Gli obiettivi: più performance e efficienza del propulsore elettrico.

SUPERPOTENZA. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: il motore elettrico della BMW iFE.18 garantisce infatti il doppio della performance della BMWi3, grazie ad altri due numeri importanti. Il 66% in meno del volume del blocco motore stesso e il 50% in meno del peso rispetto a quello della i3. Risultati figli di scelte precise in termini di materiali, dal carbonio, alle fibre plastiche ultraresistenti, provenienti da materiali rinnovabili o addirittura da stampanti in 3D, come quelli per le sospensioni. Leggerezza totale e massima resistenza, per disperdere il meno possibile in termini di efficienza, oltre alla capacità di addensare energia nel minor spazio possibile. Il che, tradotto in potenza, significa regalare al powertrain della BMW iFE.18 qualcosa come 250kW (340 cv) di massima potenza (200 kW in gara), per una velocità massima di 240 km/h e un accelerazione da 0-100 km/h in soli 2”8, semplicemente mostruoso, considerando un peso massimo di 900 kg (compresi pilota e batterie alle ioni di litio da 56 kWh prodotte per tutti dalla McLaren). 

PILOTI. In casa BMW aggirano i discorsi relativi a budget e soprattutto aspettative, perchè sanno che probabilmente li aspetta una stagione (al via il 15 dicembre in Arabia Saudita) di transizione, al debutto da costruttori. E non caso hanno ufficializzato la squadra con i piloti non di primissima fascia come il portoghese Antonio Felix Da Costa e l’inglese Alexander Sims, ma in un campionato giovane come la Formula E, dove quest’anno debutterà la gara unica, con le macchine che dovranno durare da inizio a fine gara (con caricatore unico portatile di Enel), non si può mai dire. Per il brand icona dei film di azione, nessuna Mission è Impossible.