La Casa dell’Elica mette anche le ali e il debutto in Formula E è subito vincente. Un e-Prix di Ad Diriyah pirotecnico, con Felix Da Costa che porta BMW i Andretti al successo dopo aver firmato la pole. Quarantacinque minuti più un giro (33 in totale) carichi di azione, Formula E che si conferma con battaglie ruota a ruota, sorpassi e “scongiura” il rischio che alla vigilia sembrava potesse cambiare il dna alla serie: la strategia nella gestione delle novità sul format, Attack Mode su tutte, non intacca la qualità dell’azione in pista.

Da Costa precede Vergne e D’Ambrosio sotto la bandiera a scacchi. BMW i Andretti, DS Techeetah e Mahindra, così il primo podio stagionale. Semmai a essere rimandata nell’esame inaugurale è la direzione gara, che infligge un Drive Through a Vergne, Lotterer, Paffett e Massa, per infrazione tecnica, lasciando però all’oscuro i team sul contenuto della penalità.

Ed è una decisione che riscrive la classifica. Si parte con Da Costa che fa il ritmo e guida la corsa per 18 minuti (13 giri), quando Vergne completa la rimonta dal quinto posto in griglia. Staccata all’esterno di curva 1, posizione conquistata al termine di un recupero fatto di un passo molto veloce da parte di entrambe le DS-Techeetah. Insieme a BMW, DS e Audi si sono rivelati i motogeneratori più efficienti nella prima metà di gara, conservando una quota di batteria superiore a tutti gli altri, nonostante un frangente nel quale, Vergne e Lotterer soprattutto, hanno spinto su ritmi sostenuti per recuperare sul leader della corsa.

A 15 minuti dalla bandiera a scacchi, la decisione della direzione gara, i Drive Through in serie che cambiano volto alla classifica. Ma non è l’unico colpo di scena, perché il finale dell’e-Prix a Riad è deciso da una safety car che compatta il gruppo e lascia gli ultimi 4 minuti utili per scrivere la top ten. Prima della neutralizzazione per lo stop subito da Pechito Lopez su Geox Dragon – ottimo avvio per velocità, poi ridimensionato ma in grado di lottare per le posizioni a ridosso del podio -, il gap scritto dalla corsa vedeva Da Costa con 15” su D’Ambrosio e 28” su Vergne (dopo il DT). Buemi in scia al campione in carica, poi Evans, Lotterer a 38”, la seconda Nissan di Rowland a 58”, in coppia con le due Audi Sport: Abt a 59” e Di Grassi a 1’01”, seguiti da Piquet. Safety Car che riporta tutto in pari e apre su un finale di gara nel quale l’Attack Mode è stato sfruttato da tutti i primi con ancora delle attivazioni residue. Non incide nella classifica finale, lo ha fatto nella prima fase di corsa.

Dell’esordio di Riad meritano una menzione a sé i due ex Formula 1, Massa e Vandoorne. Per velocità, con Vandoorne quarto in qualifica e in grado per 20 minuti di correre nelle posizioni della top ten. E per interpretazione della gara, dove Massa si rifà di una qualifica non esaltante e attacca la HWA di Stoffel nelle fasi iniziali, recuperando posizioni fino all’ottava. Il Drive Through purtroppo cancella un esordio altrimenti molto interessante per Felipe e Venturi (Edoardo Mortara ha visto la gara condizionata dal lungo al primo giro, con muso danneggiato).

L'ordine d'arrivo dell'ePrix di Ad Diriyah

Tra i promossi del primo round stagionale non può che esserci DS-Techeetah, monoposto più rapida in gara; BMW i Andretti con Da Costa ha brillato nelle qualifiche e nella gestione del passo in corsa. Da rivedere la comunicazione da parte della direzione gara, decisamente oscura. In casa Audi Sport l’avvio regala un duplice arrivo a punti, ma tanto Abt quanto Di Grassi hanno scontato una qualifica sotto le aspettative. Due macchine nella top ten anche per Nissan e.Dams, com Buemi in grado di lottare per il podio finché le Techeetah non hanno preso il sopravvento. Bene anche Mahindra, con D’Ambrosio e Jaguar con Mitch Evans al quarto posto. 

Le classifiche Piloti e Costruttori