Dall'inviato di Autosprint in Brasile - Alberto Antonini Fernando Alonso si nasconde dietro agli occhiali scuri, non dietro alle parole. «In questa stagione, il secondo posto nel mondiale Piloti mi rende particolarmente orgoglioso, Più dell’anno scorso, e per due motivi. Primo, perché è arrivato con sicurezza matematica prima della fine del mondiale (Hamilton è a 40 punti e Raikkonen non corre, ndr) e non all’ultima gara. Secondo, perché quest’anno non avevamo una monoposto capace di essere la seconda forza...». Sulle cause di quella che sembra una disfatta nella seconda metà della stagione, Nando è altrettanto chiaro: «A Silverstone a fine giugno, abbiamo portato una serie di sviluppi importanti. Non hanno funzionato. Quando ho capito che il mondiale era impossibile? Diciamo che dal Gp di Germania ho visto che perdevamo competitività rispetto alla Red Bull. In quella gara, e nella successiva in Ungheria, ho capito che sarebbe stato... difficile vincere il campionato». E adduce una ragione: «Abbiamo chiuso la nostra galleria del vento per un anno, a Maranello. Non dico che questa debba essere una scusa, però non abbiamo avuto la nostra struttura abituale». Una rivelazione sul Gp di Austin, corso con i postumi della botta sul cordolo di Abu Dhabi, che per giorni lo ha lasciato intontito: «La domenica prima della gara ho temuto veramente di non farcela. Il dolore era troppo forte. Ma le infiltrazioni un po’ alla volta hanno funzionato». E infine uno sguardo al 2014: «Quando ho provato per la prima volta la vettura dell’anno prossimo al simulatore, era davvero difficile guidarla. Ma a ogni simulazione cambia tutto e sono certo che a Melbourne sarà molto diverso».