L’appuntamento in Brasile della Formula Uno è spesso stato decisivo per le sorti del campionato, ma stavolta non sarà così: il doppio punteggio dell’ultima prova ad Abu Dhabi farà sì che il discorso mondiale non si possa chiudere in anticipo, almeno dal punto di vista matematico. Ma comunque questa gara potrà essere importante per dare o meno un bell’impulso a favore dell’uno o dell’altro dei due pretendenti al titolo Hamilton e Rosberg. Specie se, come previsto, la pioggia sarà una presenza costante del weekend. Ma del meteo e delle altre possibilità in merito all’ingresso della safety car (anche virtuale) parliamo qui. Da un punto di vista tecnico, il tracciato di Interlagos alle porte di San Paolo intitolato a Carlos Pace (che è stato modificato) misura 4.309 metri e fra le sue caratteristiche annovera quella dell’altitudine, trovandosi a circa 800 metri sul livello del mare (peraltro l’altimetria del tracciato varia di 45 metri). Normalmente le differenze di densità dell’aria dovute all’altezza (e alla temperatura ambientale elevata) vengono recuperate facilmente dall'utilizzo del turbocompressore, ma quest’anno si aggiungono due complicazioni: la presenza della MGU-H, cioè il recupero di energia dalla turbina, e lo stress accumulato dai motori contingentati. Per chi non ha accettato la penalizzazione conseguente all’utilizzo dei “sesti componenti” della power unit, il notevole allungo fra la Junçao e la Esse Senna rappresenterà un impegno forse “mortale” nei confronti dei propulsori affaticati. Come pure questa situazione risulterà gravosa anche sulla turbina, che dovrà fornire energia a un impianto ERS che non potrà fare troppo affidamento sulla componente cinetica, visto come risultano distanziate le frenate. Per quanto riguarda altri dati specifici di questa gara, abbiamo due zone di azionamento dell’ala mobile (DRS) vale a dire l’allungo in questione in corrispondenza del traguardo (ma il dispositivo sarà azionabile solo da metà via fra le “pieghe” 14 e 15) e la “reta oposta” dopo la curva “do sol”, ovvero fra le numero 3 e 4. Mentre per quanto riguarda le gomme, la Pirelli ha portato “a grande richiesta” (prima erano previste di uno step più dure) le mescole soft gialla e medium bianca, anche se probabilmente la situazione ambientale porterà all’utilizzo più frequente delle rain blu e delle intermedie verdi. A Interlagos non va sottovalutato lo sforzo indotto sui pneumatici - ma anche sui piloti! - dalla presenza di curvoni veloci e alternanza di curve per cui solo in poche occasioni si sta con il volante dritto, e anzi spesso si frena e si accelera a ruote piuttosto sterzate. Ricordiamo infine quali saranno gli orari italiani delle varie fasi della gara paulista, che saranno sempre accompagnate dalla nostra cronaca diretta su web e su twitter (@autosprintLIVE). venerdì 7 novembre dalle 13.00 alle 14.30 = prima sessione prove libere dalle 17.00 alle 18.30 = seconda sessione prove libere sabato 8 novembre dalle 14.00 alle 15.00 = terza sessione prove libere dalle ore 17.00 = prove di qualificazione domenica 9 novembre dalle ore 17.00 = GP F1 del Brasile (71 giri) Maurizio Voltini CircuitoInterlagos