Dopo due circuiti dalle caratteristiche stop&go, a Silverstone la Formula 1 torna su un tracciato impegnativo e completo. Se Montreal ha rappresentato un duro banco di prova per l’impianto frenante, Silverstone lo sarà per l’equilibrio aerodinamico e il bilanciamento delle monoposto. Bastano i dati Brembo per capire quanto poco tempo si passi con il piede sul pedale del freno: appena il 10% del giro. Le frenate importanti non mancano e si prestano a tentativi di sorpasso. In curva 3 si arriva a una decelerazione di 4.9G prima del “lento” introdotto con le modifiche al circuito negli anni scorsi. Più impegnativa è la frenata della Brooklands, con i suoi 5.5G sviluppati in 72 metri, nei quali le monoposto perdono 132 km/h di velocità e con un impegno di 166 kg sul pedale del freno si generano 2351 kW. E’ la staccata più decisa del giro, seguita da vicino dalla frenata alla Vale, dove i valori sono leggermente inferiori: 5.4G e 162 kg di sforzo sul pedale. Se i freni non costituiscono un fattore chiave a Silverstone, lo sarà invece la gestione delle gomme, tanto più se farà caldo – come sembra avverrà, dalle previsioni meteo -. «La gestione della temperatura delle gomme è uno degli aspetti più difficoltosi, perché i cambiamenti atmosferici sono repentini e non è semplice mantenerla costante», spiega Gutierrez dal sito Ferrari. Sarà cruciale far lavorare le gomme nella finestra di funzionamento corretta per non innescare un rapido decadimento della prestazione. La sequenza di curve veloci nel tratto centrale è il marchio di fabbrica di Silverstone ed è la sezione che scarica un elevato stress sulle coperture, per effetto delle accelerazioni laterali: «Una delle piste che amo di più, perché ha una combinazione di curve unica. La Becketts per esempio, è stata di ispirazione per molti tratti di diversi altri circuiti. È anche la parte del tracciato che preferisco: arrivi a quella curva dopo la Copse, in piena accelerazione, e non puoi commettere errori», spiega il messicano, non senza aggiungere: «Ho dei bei ricordi legati a questa pista, ho raggiunto buoni risultati in ogni categoria in cui ho corso. È vero che il meteo può essere insidioso, ma se piove secondo me è ancora più divertente guidare». Un’eventualità che sembra essere lontana per il momento. Fabiano Polimeni