Due ingressi di safety car - uno per l'incidente Massa-Hulkenberg, l'altro per uno scriteriato spettatore in pista - hanno eroso una decina di secondi di vantaggio ma non hanno tolto a Vettel il terzo successo stagionale, davanti a un Ricciardo che l'ha sempre tallonato e a Raikkonen ad occupare l'ultimo gradino del podio. Ad infastidire il finlandese, peraltro senza successo, sono stati prima Kvyat (penalizzato da pitstop decisamente poco fortunati) e poi Rosberg. Il 4° posto del tedesco gli permette di recuperare 12 punti su Hamilton, oggi ritirato proprio dopo che stava fra Kimi e Nico, con 211 contro 252, e di contenere il recupero di Vettel che adesso in classifica ne ha 203. In gara, Bottas è riuscito a limitare i danni di un cambio in sifferenza restando 5° davanti a Kvyat, mentre Perez ha dovuto contenere l'assalto finale di Verstappen e Sainz. Sfruttando anche i guai derivati dal contatto fra loro di Button e Maldonado, Nasr è riuscito ad agguantare l'ultima posizione a punti, la decima. Alla fine si sono contati sei ritirati, con Hulkenberg finito contro le barriere dopo essere decollato sulle ruote di Massa che stava uscendo dai box dopo il cambio gomme. Non sembra che il tedesco avesse modo di vedere l'arrivo del brasiliano, tuttavia è stato ugualmente ritenuto responsabile del contatto e perderà tre posizioni in griglia nel prossimo GP, quello del Giappoone fra sette giorni. GP

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Introduzione

Parte alle ore 14 italiane il GP F1 di Singapore, gara tradizionalmente in notturna visto che in loco sono le 20 di sera. 61 giri di corsa che seguiremo sempre con la nostra cronaca diretta in parallelo qui sul web e su Twitter, tramite il nostro canale dedicato @autosprintLIVE. Questo GP si prospetta al momento come quello meno scontato della stagione, con Vettel in pole position e soprattutto con due Ferrari e due Red Bull che si alternano nelle prime due file. Perché questo sta a significare che le Mercedes sono relegate alla terza fila, decisamente meno competitive del solito: il dubbio è se in gara riusciranno a recuperare, ma non vi è alcuna certezza in merito, a differenza di altre occasioni. Gli altri appaiono più staccati e si prospetta per loro una gara a parte, ma non per questo meno impegnativa, se non altro per le difficoltà del tracciato. Sarà comunque interessante vedere come risolveranno la disputa i due della Williams contro Grosjean e gli alfieri di Toro Rosso e Force India, come pure in mezzo a loro sarà interessante vedere cosa riusciranno a fare Alonso e la sua McLaren-Honda. Da seguire anche la voglia di rimonta che avrà sicuramente Maldonado, costretto a partire appena davanti alle Manor. Abbiamo accennato alle difficoltà di questa gara, dovute sia alle probanti condizioni climatiche (temperatura e umidità sono molto elevate) sia al circuito stesso: nei 5.065 metri del tracciato di Marina Bay sono infatti disseminate 23 curve che non perdonano la minima distrazione, anche per via dei muretti a delimitare l'asfalto quasi dappertutto. Una pista impegnativa fisicamente, anche perché si arriva a sfiorare le 2 ore massime di durata, e dove non è facile superare nonostante due allunghi, quello del traguardo e quello fra le curve 5 e 7, dove è possibile azionare il DRS. Il fondo liscio (dal punto di vista della rugosità) ma irregolare aggiunge ulteriore sfida, specie per la gestione dei pneumatici: questi scivolano in continuazione soprattutto in accelerazione ed è dunque facile arrivare al degrado termico. In queste condizioni è sufficiente un giro "calmo" per far tornare le temperature del battistrada a valori ragionevoli e recuperare l'efficienza, ma come giustamente ha fatto notare Button ai tecnici che gli spiegavano questo fatto, non è qualcosa facile da fare in gara… Per quanto riguarda i pneumatici portati dalla Pirelli, ricordiamo che si tratta delle varianti più morbide nella gamma, vale a dire quelle con mescole supersoft e soft, contraddistinte rispettivamente dalla banda rossa e da quella gialla. Per quanto riguarda le strategie, che però potrebbero essere facilmente condizionate dall'ingresso della safety car, sono possibili sia a 2 che a 3 soste, con quest'ultima tattica teoricamente più veloce ma meno flessibile. In entrambi i casi si sfrutterebbero le supersoft nei primi stint, per passare alle soft solamente nell'ultimo. Le soste teoricamente ideali sono al 16°, 31° e 46° giro su 3 pitstop, e al 23° e 43° giro su 2 pitstop, secondo i tecnici Pirelli. Concludendo, pubblichiamo a seguire lo schieramento di partenza del GP di Singapore, per il quale una volta tanto non vi sono stravolgimenti rispetto al responso delle qualifiche per via di penalità o altro. Ricordiamo infine che trovate qui tutte le situazioni di classifica mondiale, e qui i resoconti delle prove fra libere1, libere2, libere3 e qualifiche. Maurizio Voltini Grigliamappa-singapore