Ventuno gran premi, 6 dei quali distanziati l’uno dall’altro di 7 giorni appena. Sarà un mondiale di Formula 1 2016 denso come mai prima d’ora e oggettivamente metterà alla prova le strutture organizzative dei team. Toto Wolff ha sottolineato come sarà complicato gestire così tante gare e in fabbrica potrebbero essere necessari dei cambiamenti al modo di lavorare, per riuscire ad assicurare la piena efficienza sui campi di gara. Il ritorno del Gran Premio di Germania, la novità di quello in Azerbaijan ed ecco pronta una stagione che stacca un record difficilmente superabile: quella con il maggior numero di appuntamenti. A spiegare cosa vorrà dire per quanti la Formula 1 la creano e la mandano in scena, ci pensa Button: «Per me vanno bene tante gare, amo correre e vorrei ci fosse un’altra gara al prossimo week end. Nelle gare europee arrivo al giovedì e parto domenica notte, mentre per i meccanici, che lavorano così tanto e passano molto tempo lontani da casa, affrontare 21 gare sarà dura». Prospettive diverse tra pilota e chi deve organizzare gli spostamenti, mettere in piedi tutto il necessario per il week end di gara, poi smontarlo e trasferirlo su un’altra pista. «Al momento credo sia complicato per qualsiasi ingegnere o meccanico poter avere una relazione, non sarà semplice per loro affrontare 21 gare. Spero solo che non crescano ancora nel 2017, sarebbero davvero troppe». Estensione a parte del numero di gran premi, si è voluta concentrare l’attività per evitare i “buchi” di tre settimane che hanno caratterizzato la stagione 2015, vuoi per il tempo materialmente necessario per affrontare le trasferte intercontinentali, vuoi per la perdita della gara in Germania, che ha costretto a uno stop extra prima della sosta estiva. «La prima gara si correrà più tardi del solito e ciò comporta molti back-to-back, che significano a loro volta due settimane lontani da casa per tanti ragazzi. Sarà complicato e credo che arriveranno volti nuovi nella squadra che va sui campi di gara: è un peccato, perché è piacevole avere la stessa atmosfera con gente con la quale hai lavorato e conosci da anni», le parole riportate da Press Association. Fabiano Polimeni