Se fossimo una di quelle trasmissioni TV che assegnano premi per la sf…ortuna (potrebbe andare una statuetta di John Watson?) sarebbe davvero dura decidere a chi assegnare la targa di "meno fortunato" dopo il GP F1 in Cina. Di sicuro, dopo la splendida partenza, Daniel Ricciardo non meritava quella gomma esplosa che non gli ha permesso più del 4° posto finale. Anche perché l'ottimo stato di forma in questa occasione della RB12 è stato confermato dalla prestazione di Daniil Kvyat, bravamente a podio. Parlando del russo diventa inevitabile tornare alla partenza, in particolare a quanto accaduto alla prima curva, in cui però non gli si può dare alcuna colpa specifica. Non è arrivato lungo ed era perfettamente alla corda; non si è "buttato dentro" bensì aveva tutta la traiettoria davanti completamente libera; ha accelerato come gli permetteva di fare la sua "linea" (tanto che non era molto più veloce di Perez al suo fianco) ed è sempre stato alla sua destra a sfilare il cordolo interno. Se poi le Ferrari erano su una traiettoria più esterna (tanto da allargare Bottas fuori pista) e Vettel "in recupero" non ha potuto accelerare allo stesso modo (da qui la differenza di velocità) non è certo responsabilità del russo. Certamente Sebastian si è accorto tardi della presenza della Red Bull, ma alla fine questa era sfilata quasi completamente quando il tedesco ha cominciato a convergere per cercare di riprendere la traiettoria ideale. Cosa che stava cercando di fare anche Kimi Raikkonen, per cui Vettel si è trovato in una situazione davvero spiacevole, preso a tenaglia dai due, ma senza che si possa davvero dare una colpa a qualcuno. Delle varie sfaccettature di questo episodio e degli strascichi successivi, causati anche dai battibecchi di un Kvyat che è parso "cadere dal pero" quando è stato accusato, più che strafottente, parliamo anche in altri articoli. Fatto sta che già dopo un paio di giri Nico Rosberg si è trovato nella situazione di chi poteva fare davvero tutto quello che voleva, tanto da non essere nemmeno costretto ad approfittare della safety car e da potersi mettere su una strategia a due sole soste. Così al momento è a 3 vittorie su 3 gare (e parliamo solo del 2016) con un punteggio quasi doppio del compagno-rivale Hamilton. Nondimeno, ricordiamoci che questa è la terza gara di campionato e su 21 totali, e basta un pallottoliere per capire che a un settimo di stagione ce n'è d'avanzo (sei volte tanto) per un recupero del campione 2015. La gara di Lewis Hamilton è stata volitiva, pur condizionata per il danno all'ala al via causato da Nasr quando ha cercato di evitare Raikkonen, danno amplificato quando l'ala è finita sotto alla macchina danneggiando altri elementi. Hamilton ha poi effettuato una buona rimonta, un numero anche esagerato di pit-stop (ben 5) impiegando tutte le mescole disponibili, ma soprattutto mostrando la sua carica agonistica. Molto bello, per come è stato "costruito" già dalla curva precedente, il sorpasso a Bottas in curva 9, un punto non usuale per superare. Alla fine però Hamilton ha trovato una diga: quella eretta da Felipe Massa. Col suo 6° posto finale il brasiliano testimonia una Williams più competitiva oggi di quanto mostrato nelle gare precedenti, pur se alla fine Bottas ha dovuto cedere alla pressione delle Toro Rosso. Ma soprattutto Massa ha messo in mostra una guida da "palati fini" per quanto riguarda la traiettorie disegnate difendendosi da Hamilton: mai sopra le righe, mai un movimento smodato, e allo stesso tempo mai un centimetro di troppo all'avversario. Una lezione di guida: peccato che queste cose passino inosservate a chi sa giudicare i GP solo dalle classifiche. Al riguardo dello spettacolo "sceneggiato" in pista, siamo d'accordo come hanno evidenziato alcuni che la maggioranza dei sorpassi fossero un po' artificiosi, fra DRS e differenze di gomme decisive. Però alcune belle staccate si sono viste, con vari sorpassi rimarchevoli nelle rimonte di Vettel, Ricciardo e anche Raikkonen, con Daniel e Kimi che hanno pure messo in difficoltà Hamilton proprio sul piano dell'aggressività. Insomma, bisogna anche saper selezionare le manovre in cui i piloti ci mettono del loro e quelle in cui invece raccolgono gli effetti della situazione tecnico-regolamentare. Ciò che ci può "insegnare" questo GP è che bisogna stare attenti quando tentiamo di circoscrivere la lotta per il vertice alle sole Mercedes e Ferrari, perché c'è sempre qualcuno pronto ad approfittare di ogni piccola situazione. Oggi a Ricciardo è andata male e a Kvyat un po' meglio, ma in futuro? Inoltre non vorremmo che quelli visti in questo intero weekend fossero i risultati di un eccesso di pressione, per la Ferrari, dovuta magari alla presenza di Marchionne ai box. Purtroppo già in passato abbiamo visto cose simili. Invece la macchina "c'è", mentre i piloti e i tecnici vestiti di rosso stanno già dando il massimo: lasciamoli lavorare. Maurizio Voltini