Button, Vettel, Raikkonen, Verstappen. La gara di Interlagos ha riservato esiti molto diversi per ciascuno di loro, ma tutti sono accomunati da team radio nei quali hanno segnalato le enormi difficoltà di guida di fronte alle quali si sono trovati domenica. Chi per scelte di gomme errate, chi perché con una macchina che non stava in strada. Partenza dietro safety car e dal muretto box si attendono i primi riscontri sulle condizioni del tracciato: «Ci sono tante pozze d'acqua ovunque, ma le curve che contano davvero sono la 5 e l'ultima. Ovviamente si passa senza vedere niente...», firmato Button.

La visibilità e l'aquaplaning sono stati i fattori di maggior criticità e viene quasi da sorridere quando Verstappen invoca il rientro della safety car al giro 6: «Credo potremmo partire, c'è solo lo spray». Solo, ovvero, come orientarsi in una nuvola d'acqua. 

E anche chi, sotto questo aspetto, si è trovato nella posizione migliore, in testa, senza nessuno davanti, ha avuto comunque dei momenti difficili. «Quando mi fermerò dopo, c'è qualche modo per bloccare la parte superiore della visiera? Sta entrando tanta acqua», chiede Hamilton al box. 

Ricciardo spiega ancora meglio cosa significhi andare al buio: «Ok, ditemi qualcosa per tirarmi fuori dallo spray, non riesco ad andare in pieno nemmeno in rettilineo, manca visibilità». In queste condizioni, tanti hanno giocato d'azzardo e montato gomme intermedie, Red Bull incluse, approfittando della neutralizzazione per l'incidente di Ericsson. Un giro prima, in Mercedes avvisano Rosberg di quel che sta accadendo in pitlane, ma Nico sembra non crederci: «Si stanno fermando per le intermedie».

«Impossibile, troppo presto. Siamo ancora molto molto lontani, c'è aquaplaning», risponde all'ingegnere di pista. 

Prima che si girasse alla Junçao, in Ferrari il confronto tra Adami e Vettel ha visto l'opzione delle intermedie sul tavolo: «Siamo sul tempo di crossover per le intermedie, cosa ne pensi?», dice l'ingegnere di pista di Seb.

«Sì ma ci sarà strada libera? Vedrò qualcosa quanto tornerò in pista?». «No pista libera, no pista libera».

«Ok, allora stiamo qui», la replica di Vettel. Stesso dialogo tra Greenwood e Raikkonen: «Siamo sul crossover, si stanno fermando in tanti. Dobbiamo pensare se rientrare».

«Ok, ma mi sono quasi girato. Non so come riusciremo a stare in pista, è questo il problema. Non ho aderenza al posteriore», la preoccupazione di Raikkonen, di lì a pochi giri ritirato per l'incidente sul rettilineo di partenza, che fa alzare i toni a Vettel: «Davvero, sono semplicemente condizioni pessime. Quasi sono andato addosso a Kimi nel mezzo del rettilineo! Non riuscivo a vedere niente».

Serafico Magnussen quando dal box gli chiedono quali siano le condizioni della pista: «Credo sia troppo bagnato e basta». 

Si è discusso parecchio sulla decisione della direzione gara di esporre la seconda bandiera rossa e i pareri dei piloti sono stati in parte discordanti. Verstappen, al giro 27, dice: «Credo che potremmo ripartire adesso. Le condizioni sono decisamente migliori di prima...». Hamilton conferma: «La pista è ok». Ma secondo Nasr, altra prospettiva, «E' impossibile guidare»

Ha dato spettacolo con il sorpasso a Rosberg e nel finale, Max Verstappen, ma ha beneficiato di una quota di fortuna al giro 39, mixata con l'abilità di tenere la Red Bull andata in aquaplaning prima dell'ultima curva: «L'hai tenuta bene Max, bel controllo», dal box. «Sì, i battiti sono saliti un po' lì...», replica l'olandese. 

Non sono mancate le polemiche per sorpassi ritenuti scorretti, così Alonso: «Credo che la Ferrari mi abbia spinto piuttosto chiaramente sull'erba». Altri problemi li ha Button: «Credo dovremmo entrare e passare alle full wet, c'è troppo aquaplaning». Ma dal box gli fanno notare: «Jenson, le altre macchine stanno ancora passando alle intermedie»

«Non mi importa, non riesco a guidare in uscita dall'ultima curva. Davvero, ragazzi, la macchina non funziona. Non mi sono improvvisamente dimenticato come si gida sul bagnato...». Costretti a una marcia indietro sulle scelte azzardate compiute dopo la seconda ripartenza, questo il dialogo tra muretto Red Bull e Verstappen: «Oh, sull'ultima curva è come stare su una barca».

«Vuoi fermarti e montare le full wet?»

«Siamo solo in attesa di un incidente...», il sì espresso con altri termini di Max.