Dopo quelle che erano indiscrezioni, a cominciare da un incontro che i gestori del circuito di Sepang dovrebbero avere il prossimo week end, ad Abu Dhabi, con Bernie Ecclestone, arrivano parole precise da un rappresentante del governo di Kuala Lumpur, a certificare la volontà della Malesia di chiudere le porte alla Formula 1 alla scadenza dell'attuale impegno. E' il ministro del Turismo e della Cultura, Nazri Abdul Aziz, a dire: «L'accordo attuale è per il periodo tra il 2016 e 2018, quando sarà concluso non ce ne sarà un altro». 

Costi troppo elevati e un ritorno economico insufficiente, così il paese asiatico può dire addio alla Formula 1 senza troppi rimpianti, quelli che avrebbe, invece, se fosse la MotoGP a saltare: «Non credo ci sia nessun posto al mondo in cui gli spettatori per la Formula 1 siano aumentati. La presenza sta calando e su una prospettiva di lungo termine è probabilmente la decisione giusta, perché è più costoso ospitare la Formula 1 e non è più così attraente. Stiamo spendendo 300 milioni di ringgit malesi (poco meno di 70 miloni di dollari; ndr) all'anno per la gara. 

Abu Dhabi terra da sogno e di sogni

Se fosse la MotoGP a essere tagliata, impatterebbe pesantemente sul nostro turismo». Parole che giungono dopo quelle di Ecclestone sul Gran Premio di Singapore, un'anticipazione della volontà degli organizzatori di Marina Bay di rivedere i propri piani e rinunciare alla Formula 1. Proprio la presenza in calendario di Singapore era emersa come una delle ragioni per cui Sepang aveva accusato un calo di presenze negli ultimi anni, in uno scenario che non vedeva più la gara malese tra le poche in territorio asiatico, come fu nel 1999, quando la sola Suzuka poteva considerarsi gara "concorrente". 

Hamilton: "Ad Abu Dhabi può capitare ancora di tutto"