Rendimento sotto le attese e troppe scuse accampate durante l'anno. Cyril Abiteboul non ha fatto sconti a Kevin Magnussen, "reo" a suo dire di non aver compiuto alcun miglioramento nella stagione in Renault. E la replica del pilota danese, pronto alla nuova avventura con il team Haas non si è fatta attendere. «E' facile dire che qualcuno sta accampando delle scuse. Ho detto ciò che pensavo e mi sono espresso chiaramente su certe cose e lui non è stato contento», ha rilanciato a Sky Sports.

Una stoccata diretta arriva anche sull'assetto del team e le differenze riscontrate nel passaggio in Haas. Una Renault che sarà priva di team principal, dopo l'addio di Frederic Vasseur, decisione che termina un'esperienza fallimentare su ogni piano nel 2016, incapace di creare una struttura competitiva a Enstone e in contrasto con Abiteboul sulle scelte da compiere. Scenari che analizziamo sul numero di Autosprint in edicola.

«Arrivare in Haas e osservare come lavora il team ha reso chiaro quanto sia importante avere una struttura definita in una scuderia e alla Haas è molto, molto chiara. C'è gente che si assume responsabilità e si fidano a vicenda degli incarichi che hanno. E' molto positivo e importante dentro una squadra», ha commentato Magnussen.

Tornando alle critiche rivoltegli da Abiteboul, con un'uscita pubblica su Auto Hebdo, ha aggiunto: «Se c'è qualcosa di cui non sei contento, preferisco un altro modo di fare, tenere la vicenda tra le persone interessate, e non l'ha fatto. Non ha tenuto la cosa tra noi due, l'ha resa pubblica, questo è il suo modo di fare». La rivincita promette la prenderà in pista, convinto di poter fare una stagione migliore in Haas rispetto a quanto farà il suo ex team: «E' importante batterli e credo ce la faremo. Con tutti i problemi che hanno ci vorrà parecchio prima che possano migliorare. E' un capitolo del passato, non c'è motivo di approfondire quali difficoltà ha renault, non significa ormai molto per me»

E non è difficile capire come siano proprio Abiteboul e Vasseur i personaggi con i quali Magnussen ha avuto maggiori attriti, lui che è stato lasciato a lungo in stand-by quando si è trattato di definire il contratto per il 2017: «Ci sono delle persone molto capaci e un gruppo di ragazzi con i quali mi sono divertito a passare del tempo. Ho capito come non sia solo una questione di risorse: puoi avere tantissime persone, ma se non lavorano insieme allora è come non averle. Così, tornare all'essenza di una scuderia, com'è questa, ti dimostra come dovrebbe mettersi in piedi un team. Non basta mettere delle risorse al lavoro su un progetto e aspettare che dia i risultati».

Risorse che in Haas saranno comunque limitate, sul piano economico e del personale. Gene Haas tratta per stringere accordi di sponsorizzazione, ma il punto cruciale sarà garantirsi visibilità in pista attraverso i risultati. «La nostra sfida più grande sarà quella di estrarre ogni informazione dalla macchina e interpretarla adeguatamente, siamo un team piccolo e non abbiamo abbastanza risorse per lanciarci in analisi su qualsiasi cosa. Dovremo provare a ottenere il massimo dal pacchetto che avremo e mi auguro sarà un buon progetto».