Collezionare magre figure in successione non fa bene all'immagine. Se, poi, all'inadeguata preparazione tecnica ricorrente - siamo al terzo anno di binomio McLaren-Honda - si sommano cicliche ammissioni di un lavoro errato, dell'assenza non solo di affidabilità ma di prestazioni, l'interrogativo che sorge naturale è: ha senso spendersi in Formula 1 per avere in cambio solo pubblicità negativa a un brand globale?

In McLaren sono stufi a non hanno mascherato la rabbia e il disappunto sul rendimento della power unit Honda utilizzata nei test. Boullier ha ammesso che la tensione è massima, Alonso ha bollato come amatoriali gli errori di progettazione che hanno fermato la power unit nella prima sessione. Si sono sommati poi problemi di tipo elettrico, a quanto pare indotti dalle eccessive vibrazioni. Un quadro desolante a un passo dal debutto a Melbourne.

E che passo indietro enorme sarebbe debuttare in Australia senza migliorare le prestazioni di un anno fa, quando Alonso e Button approdarono perlomeno in Q2, 12mo e 13mo. Yusuke Hasegawa ha sulle spalle tutto il peso dell'insuccesso invernale Honda. Dal nuovo regolamento tecnico, dall'abolizione dei gettoni, si immaginavano ampi margini di recupero per il motorista, che invece non sono arrivati. «La delusione più grande è il nostro livello di prestazioni, soprattutto la potenza non è su valori competitivi. I problemi di affidabilità credo potremo risolverli prima di Melbourne. Perlomeno quelli avuti, abbiamo adottato delle contromisure e dovrebbero essere a posto», ha commentato Hasegawa in un'intervista a Racer.

Non rompere per vedere il traguardo, un'incognita enorme visto il chilometraggio minimo coperto nei test e l'assenza di una simulazione gara vera e propria. Anche con un motore in grado di reggere la distanza di gara resta il problema delle prestazioni. L'erogazione della potenza elettrica è uno dei punti critici da sommare alla mancanza di cavalli: «In appena due settimane è molto difficile spremere maggior potenza e prestazione. Dalla nostra prospettiva il concept va nella giusta direzione e in poche gare potremo introdurre degli aggiornamenti per estrarre più potenza».

Alonso: Il nostro problema si chiama Honda

Commentando, invece, l'origine delle rotture, Hasegawa ha spiegato come non si siano verificate nei test al banco e rappresentino delle criticità già rilevate in passato: «In generale non sono problemi del tutto nuovi quelli registrati nelle diverse aree. Abbiamo già esperienza e le contromisure, credo riusciremo a reagire».

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