Dovevano ancora iniziare i test di Barcellona, si ragionava a bocce ferme, quando Carlos Sainz, intervistato da Autosprint, non metteva limiti alla provvidenza: «Un podio nel 2017? Non è il mio target. Mi piacerebbe, ma la verità è che sono qui per vincere una gara. Perché no? Non devo vietarmi mentalmente, in questo momento, di poterci riuscire». La determinazione è quella giusta, dovrà abbinarsi a una Toro Rosso STR12 competitiva. Il progetto firmato da James Key ha catturato l'attenzione, al netto delle similitudini riscontrate con Mercedes. Ha una power unit Renault in grado di assicurare sviluppi durante l'anno, al momento a caccia dell'affidabilità necessaria.

Gli ingredienti ci sono tutti, forse non per vincere ma per centrare l'obiettivo realistico del team, come racconta al sito ufficiale della Formula 1: «Ogni anno vogliamo concludere al quinto posto e quest'anno le possibilità sono elevate, o più alte che in passato, perché non abbiamo lo svantaggio della power unit e sono convinto che il team abbia mantenuto il buon telaio e l'aerodinamica delle stagioni precedenti. Franz (Tost; ndr) non mi ha dato un obiettivo come pilota, si aspetta che sia all'altezza ed è quel che mi attendo da me stesso».

Una stagione da protagonista, nelle battaglie che saranno alla portata della Toro Rosso, è necessaria per costruirsi un futuro in un top team. Le porte Red Bull sembrano al momento chiuse, Renault lo ha cercato lo scorso anno, ma da Milton Keynes hanno preferito tenerlo ancora a Faenza. Guarda al mercato, Carlos, con il distacco oggi necessario, consapevole delle porte girevoli pronte ad attivarsi nei prossimi mesi: «Lo scorso novembre ho pensato ai contratti che saranno in scadenza quest'anno, ho fatto un'analisi. Ma una volta che inizia la stagione l'unica cosa che ti aiuta a essere in una buona posizione a fine 2017 è aver spinto come un indiavolato! Nessuno si ricorderà di quanto fatto nel 2016, vali quanto dimostri alla fine. Un contratto a fine anno non sarà merito delle prestazioni del 2016.

La possibilità di spostarmi è frutto di una combinazione di decisioni mie e della Red Bull, una combinazione di interessi. Non ci penso ancora, questa sarà una stagione così importante che sarebbe stupido da parte mia pensare alla fine ancor prima di iniziare o come affronterei un contatto da parte di Red Bull Bull, Ferrari, Renault o Mercedes, se dovesse arrivare. Semplicemente perché non accadrà se non sarò competitivo».
Il "rammarico" dei test è nel chilometraggio effettuato, meglio nella seconda sessione, con 224 giri completati, contro gli 83 appena delle prime due uscite: «Avrei voluto fare la stessa quantità di giri che ha effettuato Valtteri (628 in totale; ndr), è il miglior modo di prepararti. Ma la situazione è quel che è, Renault ha creato un motore nuovo al 95%, per cui forse accuseremo più problemi di affidabilità rispetto a Mercedes, ma abbiamo bisogno di recuperare in fretta.

Negli anni scorsi avevamo un ottimo telaio ma non la power unit per completarlo. Quest'anno siamo fiduciosi l'avremo».