Settimo Nico Hulkenberg, 13mo Sergio Perez. Così un anno fa. Non conta nulla, oggi, alla vigilia del Gran Premio d'Australia. Force India che potrebbe giocare il mondialino dietro i big, vincerlo vorrebbe dire essere ancora la quarta forza in campo.

«E' importante non farsi distrarre, vogliamo iniziare bene ed entrare subito nel ritmo del week end di gara e proseguire con il nostro lavoro. La pista in sé è divertente, rappresenta una sfida essendo quasi un tracciato cittadino. Il week end inizia con l'asfalto verde (privo di gommatura; ndr) e man mano che si gira trovi più grip e fiducia nella nuova macchina», dice Sergio Perez, che punta anche l'obiettivo da centrare con la rosa VJM10: «Sono fiducioso potremo far bene e marcare punti sin dalla prima gara. In Australia può accadere di tutto e abbiamo assistito a gare altamente imprevedibili in passato. Non sai mai quali opportunità possono nascere in gara e dovremo essere pronti a raccoglierle».

Macchine nuove, gomme altrettanto, il week end andrà costruito sin dal venerdì, perché i riferimenti dell'anno precedente sono di fatto inutilizzabili, come spiega il direttore tecnico Andrew Green: «Quanto ai dati partiamo realmente da zero, poiché quasi ogni cosa che avevamo dagli anni precedenti è stata accantonata». Altro fattore da tenere in grande considerazione, il meteo. Le temperature a Melbourne potrebbero non essere particolarmente elevate, dalle previsioni della prima ora, certo si affronterà una pista molto diversa da Barcellona: «La realtà è che abbiamo avuto solo un paio di giorni di test, su una sola pista e con temperature consistenti, per cui c'è un'enormità di cose da scoprire ancora sulla macchina e le gomme, una volta che gireremo davvero in Australia.

Ci sono dei compromessi da fare sull'assetto, è una pista notoriamente impegnativa sui freni, ma la sfida più grande sarà quella di ottimizzare le gomme. Non abbiamo mai svolto una simulazione gara con queste mescole né con la VJM10 e c'è molto ancora da imparare. Non è qualcosa strettamente legato all'Australia, la prima gara sarebbe potuta essere da qualsiasi altra parte e avremmo assistito alla stessa situazione, siamo pronti alla sfida».

Pronto si dice anche Esteban Ocon. Un inverno trascorso da diligente scolaro, promosso in un team che può offrire interessanti chance di mettersi in mostra. A Melbourne non ha mai corso, lavoro extra da sobbarcarsi, con il parziale aiuto delle sessioni al simulatore: «Non conosco la pista. E' un circuito vecchia scuola, di quelli che mi piacciono. Sarà importante soprattutto imparare in fretta dalle sessioni del venerdì e acoltare i riscontri dagli ingegneri, che potranno aiutarmi a essere più veloce e migliorare la macchina. Ho le persone e gli strumenti giusti intorno per riuscirci. Abbiamo continuato a spingere con il lavoro al simulatore ed ero in fabbrica fino a pochi giorni fa, per gli ultimi preparativi in vista di Melbourne. Sono stato molto aperto nei confronti del team, ho detto che sarei stato disponibile al quartier generale ogni volta che avessero avuto bisogno nel corso dell'inverno e sono soddisfatto del lavoro svolto finora». Tra gli "outsider" del mondialino è uno dei piloti da tenere d'occhio.

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