Le parole, quando servono. Di felicità, per una vittoria che interrompe un digiuno lungo e inatteso per quelle che erano le aspettative create sulla scorsa stagione. Parole che costituiscono anche un monito, a restare concentrati sull'obiettivo e proseguire nel lavoro di sviluppo. Sergio Marchionne commenta la vittoria di Sebastian Vettel nel Gran Premio d'Australia rivolgendosi ai tifosi Ferrari: «Era ora. Sono contento per la squadra e i nostri tifosi che non ci hanno mai abbandonato. Era da circa un anno e mezzo che aspettavano questa vittoria. E’ stata un’emozione sentire nuovamente suonare l’inno italiano».

Il presidente ha difeso a spada tratta la nuova struttura organizzativa voluta per l'area tecnica dalla separazione con James Allison, ha riposto piena fiducia nelle capacità dei tecnici e individuato nell'italianità un valore. Melbourne è il primo premio arrivato dalla pista: «Sebastian ha fatto una grande gara, e sono sicuro che Kimi sarà presto  lì a lottare con il compagno. Ed è naturalmente un successo da condividere con tutta la squadra, sia in pista sia a Maranello, perché solo il lavoro di gruppo permette di raggiungere traguardi importanti».

Non mancano i complimenti ad Antonio Giovinazzi, un altro pezzo di Ferrari che si è messo in mostra in Australia - «congratulazioni anche ad Antonio per il suo debutto in Formula Uno» - però dopo Melbourne l'imperativo non può che essere uno: «Adesso però la cosa fondamentale è ricordarci che questo non è il punto di arrivo ma solo il primo passo di un lungo cammino che deve vederci tutti impegnati a migliorare ogni giorno». 

Miglioramenti che arriveranno, una naturale corsa all'evoluzione sottolineata anche da Jock Clear nel dopogara: «La macchina che vedremo ad Abu Dhabi sarà molto diversa dalla che ha vinto in Australia». A coordinare i reparti che dovranno portare avanti la Ferrari SF70H, Mattia Binotto: «Ovviamente sono contento. E’ in pista che si raccolgono i frutti del lavoro collettivo fatto in inverno. Un lavoro intenso, in cui ciascuno ha raddoppiato l’energia e l’impegno».

La partita si annuncia ravvicinata, le prossime gare diranno ancora altro sulla competitività della Rossa, di Mercedes e Red Bull. Margini ristretti entro i quali contendersi il successo fa assumere una rilevanza ancor più grande a dettagli già cruciali. I 3" del pit di Vettel contro i 3"3 di quello di Hamilton. Tre decimi pesantissimi se si leggono nell'insieme della contesa giro dopo giro.

«Ci attendono altre diciannove sfide e la gara di oggi dimostra quanto poco basti per essere davanti o dietro. Quindi dobbiamo continuare a spingere il più possibile sullo sviluppo. Quanto al week end di Melbourne, già in qualifica si era visto che i valori in campo erano molto simili e sapevamo che la gara sarebbe stata molto tirata.

Nel mirino: le paure di Hamilton, gli artigli di Vettel

Il GP si è giocato tutto al cambio gomme: in quel momento avevamo probabilmente un degrado di pneumatici migliore dei nostri avversari a fine stint, e questo ci ha permesso di restare in pista più a lungo. Da lì in avanti si è trattato di portare a casa il risultato dal punto di vista dell’affidabilità», commenta Binotto.

In Cina si andrà per cercare conferme e per trovare un Kimi Raikkonen più vicino alle prestazioni di Sebastian Vettel: «Seb ha fatto un lavoro egregio, la gara di Kimi è stata certo più complicata, anche perché partiva da una posizione in griglia meno vantaggiosa. Ha saputo comunque mantenere questa posizione fino al traguardo e i tempi sul giro nell’ultima parte di gara (giro record del gran premio; ndr) dimostrano il suo valore».

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