Nella conferenza stampa classica del giovedì con i piloti F1, in Cina fra i protagonisti c'è Sebastian Vettel e ovviamente le prime domande vertono sulla precedente gara in Australia che si è conclusa con una grande vittoria: «Credo abbia significato tanto per tutto il team - conferma Sebastian rispondendo con un gran sorriso - è stato un gran weekend. Con queste macchine di nuova generazione, nella prima gara della stagione c’è tanto lavoro su tutto il progetto e questo è stato il modo migliore di iniziare. I tifosi a Melbourne ci hanno regalato un'emozione incredibile. Avere una piccola ricompensa dopo un inverno così lungo e tantissimo lavoro… Quando sono tornato in fabbrica erano tutti contenti e motivati a spingere di più. È il miglior modo per cominciare».

Certamente, soprattutto paragonando l'attuale avvio di campionato a quello 2016… Ma Vettel interviene: «Quella passata non è stata così negativa, come stagione: abbiamo avuto un discreto numero di podi, e diverse gare in cui non è semplicemente girata per il verso giusto. Ricordo una stagione un po’ migliore di quella che viene descritta, anche se non è stata la stagione che avremmo desiderato. Dopo una sola gara è facile dire che è migliore, ma si tratta solo di una gara. Tante cose sono cambiate, il team è cresciuto, siamo in una posizione migliore, il lavoro sta procedendo nel modo giusto, secondo gli obiettivi che ci siamo prefissati e speriamo di mantenere la tendenza positiva».

Parlando invece di Shanghai: «È una pista totalmente diversa. Il GP di Cina è sempre pieno di sorprese: nel 2007 ero partito 17° o 18° e avevo chiuso al quarto posto, la pioggia ci aveva aiutato allora. Questa è una pista molto esigente per la macchina e le gomme, per noi piloti, a causa delle condizioni imprevedibili».
Poi si passa ai ricordi, alla prima gara di Sebastian nel GP Usa del 2007, in cui andò subito a punti: «Ricordo i primi punti, sì. Ero totalmente distrutto dopo la prima gara negli Stati Uniti. Fu una sorpresa, per via dell’incidente di Kubica una settimana prima. Fu il primo passo in F1, con quella gara fui in grado di mostrare che avevo le qualità necessarie per avere un’opportunità in Toro Rosso». E ricollegandoci agli attuali cambiamenti regolamentari: «Per certi versi sono molto vecchia scuola, per alcuni aspetti non dobbiamo cambiare anche se la gente dopo una o due gare vorrebbe delle modifiche. Si deve cercare una certa continuità in un periodo di tempo. È importante ogni tanto ascoltare i tifosi, ma è difficile capire dai sondaggi, avere un quadro chiaro. Cambiare troppo è sbagliato: ad esempio, sul formato di gara trovo sarebbe negativo fare due gare più corte perché una sola è noiosa. La tradizione della F1 è sempre stata questa, una sfida. Gare più corte forse sarebbero più emozionanti sul breve, ma… Sono scettico sui cambiamenti da fare tanto per farli».

Sempre in tema di novità regolamentari per il 2017, con le monoposto che ne sono scaturite: «Adesso voltiamo pagina. Sono le macchine più veloci degli ultimi 10 anni, abbiamo molto più carburante in macchina, ci sono gomme che durano più a lungo e le macchine sono più pesanti. Ma se guardiamo il carico aerodinamico, sono sicuramente le macchine più veloci che abbiamo mai avuto». E per quanto riguarda l'impegno fisico richiesto dalle sollecitazioni aumentate? «Storicamente Melbourne non è mai stato un circuito "fisico", sarà molto più dura su altre piste».

Sul suo rapporto con le monoposto che guida e sul fatto che le "battezzi" con un nome proprio: «Do sempre un nome alla mia macchina, ma non è che l’accarezzi ogni mattina. È divertente creare un rapporto speciale rispetto al chiamarla solo macchina. Hai bisogno di fiducia quando ci sali, ma non è che chiami in macchina per sapere come stia. Il nome dell'ultima l’abbiamo deciso insieme alla squadra a cena: Gina». Si cambia argomento e si passa alle prove in pista al di fuori dei GP: «Sono contento di svolgere i test perché amo guidare, anche se spesso i test possono essere molto noiosi. È molto meglio guidare che stare seduto su una cyclette. Non abbiamo molte opportunità di andare in pista. Sono sempre felice di guidare, c’è sempre qualcosa da imparare e tutte le giornate di test fatte con le Pirelli aiutano, permettono di ottenere un feedback».

Come vede Vettel gli attuali rapporti di forze? «Mercedes deve essere considerata ancora la favorita. Abbiamo disputato una prima gara molto positiva e competitiva, ma prendiamo una gara per volta: sappiamo di avere un buon pacchetto, che ci mette in una buona posizione. Sappiamo che dobbiamo fare ancora tante cose, per mantenere il loro passo e avere la stessa posizione. La prima gara dell’anno, dopo un’annata difficile come lo scorso anno, ma non disastrosa dal mio punti di vista, è servita anche per dare sensazioni positive a tutti: hanno trascorso tante notti insonni per preparare la macchina in vista dell’Australia ed è stato bello vincere, una medicina positiva per tutti».

Concludendo, con che spirito Sebastian e la Ferrari affrontano questa gara? «Direi che siamo qui senza aspettative, ma non sarebbe totalmente esatto. È giusto dire che stiamo cercando e abbiamo le aspettative di far bene. È un weekend molto difficile da prevedere, pista tutta diversa con temperature completamente diverse. Non ci sono segreti in generale nella macchina, è stato dedicato molto lavoro da parte di tutti, non ci sono segreti se non che è un lavoro di squadra. Ovviamente sarà importante essere al massimo e sfruttare le condizioni. Ci vorrà un po’ di fortuna con queste condizioni (ci si aspetta pioggia nel weekend, ndr), sarà importante trovare il miglior assetto con queste situazioni variabili e cercare di indovinare cosa accadrà domenica».