L'ouverture ha convinto, applausi per la prima, bis chiesto e ottenuto. Antonio Giovinazzi - intervistato su Autosprint in edicola al rientro in Italia da Melbourne - ha portato la Sauber sotto la bandiera a scacchi in Australia. Niente errori, quel che contava. Tanta esperienza messa in cascina, ancor di più. Adesso, Gran Premio di Cina alle porte, un week end intero, dalla conferenza del giovedì, per raccontare sensazioni passate e immaginare tre giorni dai quali guadagnare nuova fiducia in macchina, scoprirne in anticipo il comportamento con il pieno di benzina e ritagliarsi l'assetto migliore. Il "nostro" a Shanghai si è mostrato concentrato sull'obiettivo e ha pesato ogni parola guardando la realtà. 

«Correre il primo gran premio è stato un sogno che si è realizzato. Un'esperienza e un week end fantastici. Mi hanno chiamato tardi, sabato mattina, mi sono goduto ogni sessione e non dimenticherò mai. Essere qui dalla prima sessione renderà le cose più semplici, anche grazie all'esperienza accumulata a Melbourne. Sarà un week end del tutto diverso, potrebbero esserci condizioni difficili, sul bagnato: farò del mio meglio»

Dovesse piovere in gara avrà un assaggio delle nuove gomme Pirelli da bagnato, con mescola specifica per fondi lisci, lui che a Fiorano, lo scorso gennaio, aveva effettuato un'uscita con la monoposto 2015 e avrebbe dovuto saggiare la macchina modificata il giorno successivo l'incidente di Vettel. L'esperienza sarebbe ancor più completa, in Cina, con un week end di gara affrontato in condizioni nuove. 

Non corre con la fantasia Giovinazzi, anche se quando gli chiedono come un arrivo tra i primi 10 domenica prossima potrebbe cambiare la sua carriera futura, commenta: «Cambierebbe, sarebbe importante per me. Anche il risultato di Melbourne  (12mo; ndr) è stato positivo. Migliorarlo, andando a punti, sarà difficile. Darò del mio meglio e proverò a mettere a segno un punto». Risultato australiano che deve tener conto non solo del pochissimo tempo trascorso in macchina ma anche di un approccio necessariamente molto cauto in gara e Antonio spiega: «Il mio punto di forza in GP2 era la gara e la gestione delle gomme. A Melbourne non avevo tanta esperienza e a inizo gara sono stato forse un po’ troppo lento. Qui avrò l’occasione per migliorare, dalle libere 1 capirò com’è il degrado delle gomme e avrò un feeling superiore per per svolgere un lavoro migliore».

Sette giorni e sarà subito Bahrain. Non programma nulla che non sia la preparazione del Gran Premio di Cina, sebbene la logica supporti la speranza che anche a Sakhir possa rilevare Pascal Wehrlein. «Sono il terzo pilota della Ferrari, cerchiamo di prendere una gara per volta. Farò le qualifiche sabato e sono qui per correre per la Sauber. Già dalla settimana prossima tornerò in rosso e vedremo. Avrò più tempo per prepararmi alla gara. Devo solo fare esperienza, percorrere molti giri, è presto adesso per parlare della prossima stagione. Sono contento di essere qui e poter guidare, devo ringraziare Ferrari e Sauber».

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Sulla preparazione fisica, ufficialmente l'impedimento che tiene fuori Pascal Wehrlein, Antonio spiega come si sia allenato adeguatamente: «Ho continuato ad allenarmi in inverno e sono arrivato abbastanza preparato. A esser sincero verso fine gara non è stato semplice, anche se mi aspettavo fosse più difficile. La settimana scorsa ho continuato ad allenarmi, sarà più difficile per il collo qui a Shanghai ma conto di potermela cavare». 

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