Eccolo lì, Valtteri Bottas, stretto tra l’affettuosa morsa di sette titoli mondiali, sotto le luci artificiali di Sakhir. Hamilton e Vettel dispensano pacche sulle spalle, “benvenuto nel club”, sembrano voler dire a Bottas. Che dopo 80 gran premi in carriera ha centrato in Bahrain la sua prima pole, a cinque giorni dalla mezza figuraccia di Shanghai

Una bella soddisfazione e soprattutto un segnale rivolto a quanti (tanti), lo considerano un numero 2, buono solo a non dar fastidio all’unico campione Mercedes. Ossia King Hamilton. 

Da qui a vincere la gara ci passano 57 giri, 308,238 km e avversari agguerriti. Ma intanto questa soddisfazione a Valtteri non gliela toglie nessuno. Bottas diventa il 98° pilota nella storia della Formula 1 a conquistare la pole, nonché il 5° finlandese dopo Keke Rosberg, Mika Hakkinen, Kimi Raikkonen e Heikki Kovalainen. Tre su quattro hanno vinto anche il titolo, per la cronaca. 

Inoltre il suo 1:28.769 è stato frutto di un ultimo giro perfetto, a differenza di quello di Hamilton, che ha commesso una piccola sbavatura, e soprattutto rispetto a quello di Vettel. “Mi ci è voluto un po’ – ha scherzato Bottas in conferenza stampa –, ma speriamo sia solo la prima. Voglio ringraziare il team per avermi dato questa macchina eccezionale”. 

“Ci siamo concentrati molto sulle condizioni serali – ha proseguito il pilota - e questo ci ha avvantaggiato in qualifica. Non è una pista facile, è molto tecnica con frenate difficili dove è facile fare un bloccaggio. Ma evidentemente il mio giro è stato sufficiente per la pole”. Troppo presto per stappare lo champagne, per quello è meglio conservarlo per la prima vittoria: “Stasera festeggeremo un pochino; la cosa importante è rimanere concentrati sulla gara”. E sugli squali alle sue spalle. 

GP del Bahrain: la griglia di partenza