E’ un Sebastian Vettel prossimo all’estasi mistica, quello che taglia il traguardo di Sakhir, centrando tra le dune del Bahrain la seconda vittoria in tre gare. “Grazie ragazzi e buona Pasqua” dice in italiano via radio ai ragazzi del muretto Ferrari. E sono proprio i sanguigni meccanici della Scuderia a riportare il profano nel successo rosso, accogliendo il tedesco trionfante con un goliardico “Gina davanti, di dietro tutti quanti!”.

La Gina, si sa, è la SF70H che sta dando soddisfazioni a Seb e alla squadra. “Va bene questa macchina, eh!” dice nel retropodio il tedesco al valtellinese Matteo Togninalli, responsabile degli ingegneri di pista della Scuderia. La monoposto Ferrari, come si diceva ieri, sul giro secco paga ancora decimi dalle W08 Mercedes, ma non ha nulla da invidiare sul passo gara.

E a questo proposito è opportuno precisare che non è stata la penalità di 5 secondi inflitta a Hamilton (per aver ostacolato Ricciardo in pit-lane) a regalare la vittoria alla Ferrari. Semmai è stato un aiuto inatteso che ha dato maggior tranquillità, se così si può dire, a Vettel e ai suoi. Seb, scattato bene dalla terza posizione, è stato subito aggressivo, infilando Hamilton all’esterno della prima curva, portandosi alle spalle di Bottas. “La partenza è stata cruciale -  ha commentato Vettel dopo il podio - siamo riusciti a metterci in mezzo alle Mercedes, non permettendo loro di fare la loro gara. Le abbiamo turbate. Il mio scatto è stato migliore di quello di Lewis, avevo il vantaggio della pista pulita, anche se la loro macchina è lunga ed è difficile da affiancare”.

Vettel ha immediatamente messo sotto pressione Bottas e dopo 11 giri la Scuderia ha deciso di richiamare il pilota ai box per il primo cambio gomme.  Una strategia rischiosa, soprattutto per l’ingresso della Safety Car in seguito all’incidente tra Carlos Sainz Jr e Lance Stroll, che avrebbe potuto vanificarla. E' stato il momento chiave della gara, quando Hamilton, tornato ai box, ha commesso l’errore costatogli la penalità. Il campione Mercedes ha poi dimostrato la solita verve leonina, macinando tempi e recuperando secondi su Vettel. Ma il ferrarista non ha spinto al massimo negli ultimi frangenti, non aveva motivi di martellare e prendere rischi inutili: “Negli ultimi giri abbiamo potuto rilassarci, sapevamo che Lewis avrebbe recuperato ma avevamo un vantaggio da gestire. Mercedes ha nascosto molto bene le uova di Pasqua ma noi le abbiamo trovate rapidamente. La macchina è stata bellissima da guidare".

Ora per Ferrari è tempo di festeggiare, ma sempre ”a testa bassa” e guai a parlare di titolo mondiale. L’unica certezza è che se lo scorso anno le Frecce d’Argento erano un miraggio nel deserto, oggi sono battibili. “Ma è ancora troppo presto per sognare, non c’è ancora alcun motivo – ha concluso Vettel - Tuttavia le sensazioni sono positive e questi risultati aiutano. Siamo tutti orgogliosi di lavorare per questo team e dobbiamo continuare a far galoppare il cavallino rampante”. Il titolo sarà anche un miraggio, ma dal 2012 ad oggi chi vince in Bahrain poi si laurea campione. Statistica benaugurante.