Dall’exploit di un sabato da incorniciare, con la prima pole in carriera, a una domenica da dimenticare. Valtteri Bottas si è scontrato con le difficoltà tecniche legate al funzionamento delle gomme sulla Mercedes e con la realtà degli ordini di scuderia dura da digerire. Il podio nel Gran Premio del Bahrain è una magra consolazione, punti buoni per il pallottoliere del mondiale Costruttori, non la conclusione sperata dopo la velocità espressa in qualifica. 

Il malfunzionamento di un generatore in griglia di partenza ha portato le pressioni delle gomme troppo in alto, con risvolti negativi sull’aderenza al posteriore nel primo stint di gara. Sofferenza proseguita sotto forma di sovrasterzo con il secondo treno, dopo la sosta sotto safety car, e peggiorata ulteriormente nello stint conclusivo.

«Non è stata una buona giornata. Abbiamo sofferto un problema con la pressione delle gomme in partenza, non so cosa sia stato ma si sentiva nel primo stint e già dal secondo giro la macchina scivolava. Il passo non è stato buono e Sebastian ha esercitato pressione, io ho provato ad allungare il primo stint senza riuscire però a tenere il ritmo», spiega Valtteri. 

Ed è apparsa evidente la facilità con la quale Vettel restasse ampiamente sotto il secondo di divario, in avvio, intorno ai 5 decimi dal leader, senza trovare lo spunto per attaccare. La mossa di provare l’undercut, poi, si è dimostrata vincente per la Ferrari.

«Il secondo stint è stato migliore ma ho continuato ad avere sovrasterzo e non sono riuscito a far lavorare il posteriore fino alla fine. Sotto safety car, durante la prima sosta, c’è stato un problema che ci ha fatto perdere del tempo, forse sarei rimasto davanti, ma so che il team verificherà l’intoppo». Al rientro in pista, poco più di 1” ha diviso Bottas da Vettel passato al comando. Le schermaglie alla ripartenza dopo la SC potevano cambiare volto al gran premio, ma la difesa verso curva 4 (e in uscita) di Sebastian è stata cruciale per le sorti della gara.

Un “intoppo” più pesante da digerire del pit lento è l’ordine di scuderia prima impartito, poi ritardato, infine eseguito. Cambia l’approccio Mercedes rispetto al team che abbiamo conosciuto negli ultimi anni di trionfi in solitaria. La minaccia esterna e concreta e accreditata, Toto Wolff spiega: «Non è quel che abbiamo fatto negli ultimi anni, ma la situazione adesso è diversa e serve un’analisi su dove ci troviamo e cosa comporta. Vorremmo offrire pari opportunità a inizio gara, credo lo dobbiamo ai piloti. Poi in gara avete visto la chiamata che abbiamo fatto, è stata perché sentivamo fosse l’unica possibilità per vincere».

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E Valtteri Bottas ha dovuto rispettare l’ordine, da buon secondo: «Da pilota, è la cosa peggiore che tu possa ascoltare, ma è la vita. Capisco pienamente il team, hanno avuto l’opportunità di cercare punti extra e lottare per la vittoria. Per cui sì, capisco la scelta, ma resta dura quando parti dalla pole e provi a vincere. Sono un uomo squadra e non avrei detto di no all’ordine di scuderia».

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