In Bahrain la prima uscita nel paddock del 2017 per Bernie Ecclestone. Prima presenza nel "giardino di casa", ora di altri. Sulle scelte di Liberty Media e le modalità con le quali hanno scelto di subentrare, si era già espresso: «Legittimo che volessero guidare la macchina dopo averla acquistata» ha sempre spiegato, non senza aggiungere che, a parti invertite, avrebbe agito diversamente, lavorando per un periodo iniziale accanto a chi ha creato e gestito la Formula 1 per decenni. 

Dall'uomo solo al comando si è passati a un triumvirato, composto da Chase Carey, Sean Bratches e Ross Brawn. Il direttore generale Motorsport ha smentito che una delle condizioni perché assumesse l'incarico indicato da Liberty Media fosse l'assenza di Ecclestone in posizioni di comando: «Non è vero che non avrei accettato se Ecclestone fosse rimasto in carica. Intendo che non avrei potuto lavorare con Bernie ma non ho mai posto questa condizione. Sarebbe stato molto divertente, non sarebbe stato impossibile, ma ha fatto le cose a modo suo nel corso degli anni. Non l'ho mai visto seriamente affiancato a un partner, di certo non nella gestione degli affari», ha dichiarato in un'intervista a F1 Racing.

L'unicità di Ecclestone, in grado di controllare personalmente ogni aspetto commerciale della Formula 1, mal si sarebbe sposata con la visione di Brawn: «Ha avuto persone che lo hanno aiutato su alcuni aspetti, ma non sono certo che il mio modo di pensare, la mia filosofia su come procedere, fosse sovrapponibile a quello di Bernie. E' stato molto abile in un approccio "reattivo", il mio è tutto il contrario, voglio un approccio programmato e su un lungo periodo».

Parole risuonate sin dalla nomina a responsabile degli affari sportivi della FOM: tracciare il percorso da seguire con largo anticipo sulle necessità, ad esempio sulle power unit da impiegare in futuro. «Credo che una delle frasi celebri di Bernie sia "Non pianificare a lungo termine perché non sai cosa accadrà quando ci arriverai"». La pianificazione che lo vedrà coinvolto è sui temi sportivi, con ben chiara la titolarità del potere normativo in capo alla Federazione internazionale. Si discute di nuovi motori da introdurre oltre il 2021, più semplici, rumorosi e meno costosi dei complessi sistemi odierni. Ci sarà un ruolo più attivo e propositivo di quanto non accaduto nell'era Ecclestone, soprattutto si interverrà per tempo: «Combatteremo da parte nostra in modo più deciso di quanto non sia stato fatto in passato. Non voglio dire che la precedente gestione non fosse interessata, ma è stata un po' distante. Sono intervenuti quando la crisi si è manifestata, laddove noi vogliamo far parte di un processo continuo di miglioramento.

Crediamo ci spetti un ruolo da giocare e abbiamo il diritto di essere coinvolti nella definizione delle regole del futuro. Ma in definitiva non è una nostra responsabilità, quella spetta alla FIA, l'organo regolatore»