Non poteva iniziare meglio il 2017 della Ferrari. In pista di nuovo competitiva, nel panorama industriale a registrare record e margini operativi in costante crescita, dal 26,3% del primo quarto del 2016 al 29,5% messo a segno tra gennaio e marzo 2017. Una corsa inarrestabile sul fronte del prodotto che guarda a un incremento dei volumi di vendita, con una previsione di 8.400 Ferrari da produrre quest'anno contro le 8.014 del 2016.

E la presentazione delle performance industriali è stata l'occasione per Sergio Marchionne di abbinare un rendimento finalmente consono alle attese dall'impegno in Formula 1. «Qualcuno dice che la Ferrari ha avuto un recupero miracoloso, rispetto al 2016, per me è stato un buon recupero. In Formula 1 abbiamo fatto progressi significativi. La Scuderia Ferrari ha lavorato molto per prepararsi alla stagione 2017, e i primi risultati sono incoraggianti». Lavoro portato avanti da una compagine impregnata di italianità, lavoro iniziato da lontano, da metà 2016, quando montavano le critiche per l'organizzazione orizzontale dell'area tecnica voluta proprio da Marchionne.

Idealmente sarà al Gran Premio di Spagna che la stagione taglierà il traguardo del "primo quarto". Quel che resta, oggi, dopo quattro gare, il bottino di "utile" della Rossa, dice di un avvio nel quale si è sempre stati competitivi, in ogni condizione di gara e su tutti gli "indicatori", volendo avvicinare la terminologia finanziaria alle prestazioni in pista. Forti sul passo, nella gestione della gomma, sulla prestazione pura, finalmente, anche in qualifica. Resta la mancata piena capitalizzazione della pole a Sochi, non tramutata in vittoria. 

C'è, inoltre, un fattore rilevantissimo, la percezione da parte degli avversari di una Ferrari tornata al ruolo di protagonista: «Siamo di nuovo competitivi e i nostri avversari tedeschi ci temono. Abbiamo iniziato bene, ma continuiamo a lavorare. Rispettiamo i nostri avversari e non li sottovalutiamo, specialmente la Mercedes», ha aggiunto Marchionne.