Doveva essere la migliore occasione di questa prima parte di campionato per la McLaren-Honda, Montecarlo. E quasi stava per concretizzarsi un arrivo a punti, prima che Vandoorne andasse a sbattere a Sainte Devote, alla ripartenza dopo il periodo di safety car, causato dall'incidente tra Button e Wehrlein, al Portier. Gara incolore per Jenson, un ritorno in Formula 1 concretizzato in un'ottima qualifica, l'ingresso in Q3, prima di una domenica trascorsa negli scarichi della Sauber

Altamente improbabile che sconti le tre posizioni di penalità in griglia comminate per aver causato l'incidente, decisione dei commissari accompagnata da 2 punti in meno sulla patente. Montecarlo è stato un evento unico per l'inglese. «E' stata una gara un po' frustrante, da pilota è difficile limitarti a guidare in fondo e non tentare una manovra. Ci ho provato e credevo di aver valutato in modo adeguato, ma non ha funzionato. Mi spiace per il team, di aver causato ulteriori danni in questo week end. Mi sono anche divertito in alcuni giri, ovviamente non volevo danneggiare la monoposto e non mi capita spesso. Porterò con me tanti bei ricordi dalla giornata fantastica di ieri (sabato; ndr)», le parole di Button a fine gara.

Molto più divertente il siparietto a distanza con Fernando Alonso, lo scambio di battute prima che scattasse il gran premio: «Jenson, amico mio, sono certo volevi sentirmi prima di iniziare la gara. Buona fortuna, ti seguirò in tv, hai fatto un lavoro spettacolare ieri»;

«Grazie».

«Prenditi cura della mia macchina!», la replica di Fernando; «OK... farò pipì sul tuo sedile».

«No, ti prego! Divertiti. Hai fatto uno splendido lavoro ieri, congratulazioni»;

«E tu, amico, divertiti».

Il via preso dai box - anziché ultimo in griglia, causa 15 posizioni di arretramento -, per interventi sull'assetto in regime di parco chiuso, poi la scelta di effettuare il cambio gomme già al primo giro, imitato da Pascal Wehrlein. E le strade dei due si sono incrociate già in pit-lane, con Pascal penalizzato di 5" per unsafe release. Sull'incidente al Portier, Button ha poi spiegato la manovra dal suo punto di vista: «Sono andato all'interno e credevo di essere dentro, altrimenti non avrei fatto quella manovra. Mi sono affiancato, beh, credevo di essermi affiancato, poi ho dato un'occhiata e ho realizzato come non mi aveva visto. 

Con queste macchine è molto difficile guardare dietro, l'ho detto al team e alla FIA durante il week end. Ho provato a tirarmi fuori ma era troppo tardi e ci siamo toccati. Non mi era mai capitato di vedere una macchina finire sul fianco, non so se sia per le gomme o semplicemente sfortuna. Orribile da vedere. Ho visto prima Wehrlein e ovviamente non era molto contento, ma sembrava stesse bene».

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Wehrlein che si sottoporra a controlli medici ulteriori in questa settimana, lui che è reduce dall'incidente alla Race of Champions dello scorso gennaio e tanto ha sofferto con le vertebre cervicali, fino a dover saltare due gare, in Australia e Cina: «Sembra essere tutto a posto, ma con l'infortunio che ho avuto non ne sono troppo sicuro. Ho toccato nuovamente le barriere con la testa, perciò farò un altro esame per controllare la schiena»

La posizione della Sauber, sul lato sinistro e poggiata contro le barriere al Portier, ha impedito al pilota di uscire subito dalla macchina: «E' stato un momento di paura, i freni hanno iniziato a fumare e non potevo uscire, l'unica cosa che vuoi fare davvero. Button non poteva andare da nessuna parte, non c'è spazio per passare in quella curva, è stata una manovra stupida».

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