Nel GP del Canada appena disputato a Montreal, vi sono stati alcuni incidenti ed episodi di gara - ricordiamo per esempio le due safety car, di cui una virtuale - sui quali pensiamo valga la pena di ritornare, per far capire meglio quali sono stati gli elementi e le condizioni che hanno portato (oppure no) a certe decisioni da parte della Direzione di Gara. Ricordando che in questa occasione il collegio dei Commissari era composto da Garry Connelly (consigliere WMSC), Jose Abed (vicepresidente Fia) e Derek Daly (ex-pilota).

Uno degli episodi più discussi, lo è stato anche perché non è stato nemmeno posto "sotto investigazione": parliamo del contatto alla prima curva tra Max Verstappen e Sebastian Vettel. In questo frangente, il tedesco della Ferrari doveva guardarsi contemporaneamente dall'attacco a ruote bloccate che gli stava portando Valtteri Bottas all'interno, e questo probabilmente lo ha portato a valutare in modo meno "urgente" il sorpasso dell'olandese dall'esterno. Da parte di Max, del resto, c'è stata una piccola "chiusura" in ingresso: nulla di esagerato, ha lasciato un certo spazio all'interno, ma similmente a quanto successo a Barcellona sarebbe servito lo spazio di due macchine e non di… una e mezza.

Analizziamo meglio altrove l'episodio, fatto sta che con la sua ruota posteriore sinistra Max incoccia prima nella ruota anteriore destra e poi nell'ala di Seb. I danni non sono esagerati ed entrambi possono proseguire: non è un dettaglio, anzi per la direzione gara è proprio un fattore discriminante. Intanto da un certo tempo è invalsa la tendenza a considerare "più fortuiti" e accidentali eventuali contatti nelle fasi del via, rispetto a quelli a gara in corso; se in più nessuna delle macchine coinvolte è costretta al ritiro, ecco che raramente si giustifica un intervento "arbitrale"; al tutto aggiungiamo che nell'episodio specifico era pure arduo affibbiare intenzionalità e/o responsabilità a un pilota più che all'altro, e completiamo un quadro che ha portato (correttamente, secondo noi) a non intervenire per nulla.

Pochi metri più avanti abbiamo avuto un altro episodio saliente: il contatto tra Carlos Sainz e Romain Grosjean, che ha poi portato lo spagnolo a travolgere l'incolpevole (e una volta di più sfortunato) Felipe Massa alla prima chicane. Qualcuno ha voluto fare un parallelo con la catastrofe al via di Spa 2012 (se non altro per il coinvolgimento del pilota francese) e in effetti l'incidente avrebbe potuto essere ben più disastroso, ma fortunatamente non lo è stato. Al riguardo Sainz è stato decisamente onesto e chiaro: «Stavo cercando di attaccare Fernando, ma purtroppo Romain era nel mio angolo cieco degli specchietti, e non mi sono mai accorto che fosse lì. Mi scuso con lui e con Felipe, per fortuna nessuno si è fatto male».

I commissari hanno tenuto in considerazione la buona fede e l'involontarietà da parte dello spagnolo; nondimeno l'hanno penalizzato di 3 posizioni in griglia per il prossimo GP (quello a Baku in Azerbaijan) più 2 punti-licenza (ora è a quota 7). Questa la motivazione ufficiale: "Sebbene la collisione non sia stata causata da un atto deliberato da parte del conduttore dell'auto n.55, riteniamo che la sua presunzione (come da lui affermato) che non vi fossero auto a fianco e quindi si potesse spostare dalla sua posizione, sia stata avventata e potenzialmente pericolosa. Come dimostrato poi dall'incidente con la macchina n.19". Lascia un po' sconcertati che nel "dispositivo" i Commissari affermino che è stato Grosjean a colpire Massa, anziché Sainz come effettivamente successo, ma la sostanza non cambia.

Infine, un terzo episodio riguarda nuovamente casa Toro Rosso (giornata-no per il team di Faenza) con Daniil Kvyat inferocito a fine gara per essere stato penalizzato due volte per la stessa infrazione, a minare una gara che altrimenti sarebbe stata molto interessante. Cos'è successo? Al momento di lasciare la pregriglia per il giro di formazione, la STR12 del russo ha "stallato" e così è finito dietro a tutti. Kvyat poteva partire dalla sua posizione "regolare" se l'avesse recuperata prima della "safety car line" (art.36.8) ma così non è stato: in questo caso il regolamento (art.36.2) prescrive che imbocchi la pitlane e parta da lì. Invece quando ha visto che non ce la faceva in tempo (ostacolato dai piloti che zigzagavano per scaldare le gomme) era ormai troppo tardi: il russo ha così ripreso la posizione (11°), stava pure facendo una bella gara essendo risalito 7°, quando i Commissari gli hanno rifilato un "drive-through" che ha effettuato quasi subito.

Il problema è che invece l'articolo 38.3.d prescrive uno "stop&go" di 10 secondi, per questa infrazione. Quando se ne sono accorti, gli steward hanno quindi deciso di aggiungere 10 secondi di penalità per "pareggiare" i conti. Malauguratamente, quando alla fine del 52° giro Kvyat è rientrato ai box per scontare la penalità approfittandone per cambiare le gomme, il tempo in cui i meccanici sono rimasti "congelati" più un problema alla ruota posteriore destra ha fatto andare alle stelle le temperature, costringendo a spegnere il motore. Purtroppo non si è riusciti a risolvere in tempi accettabili, e così poco dopo c'è stato il ritiro definitivo e ufficiale.