Anche il Gran Premio oltremanica ha regalato molte emozioni, pur se certo di segno opposto a quanto sperassero i ferraristi. Incontenibile Lewis Hamilton, e fin qui nulla da recriminare davvero: la vittoria sulla pista di casa che lo associa statisticamente a Jim Clark ci sta tutta e non richiede particolari commenti, ma solo complimenti. Ma fino a 3 giri alla fine la Ferrari stava contenendo i danni, con un'incoraggiante seconda posizione di Kimi Raikkonen davanti a Valtteri Bottas e Sebastian Vettel.

Poi tutto è andato a rotoli: al momento di scrivere non è ancora chiaro il motivo - si pensa a detriti, ma che sia successa la stessa cosa a Kimi e Seb giustifica sospetti di esagerazione: analizzeremo a parte la questione - fatto sta che il pneumatico anteriore sinistro ha ceduto prima sulla numero 7 e poi sulla numero 5. Raikkonen è riuscito a salvare l'ultima posizione sul podio perché anche Max Verstappen è passato al cambio gomme, mentre a Vettel è andata enormemente peggio, finendo anche fuori pista e precipitando al settimo posto finale. Vale a dire ultimo dei non doppiati, così da salvare la prima posizione in campionato per 1 solo punto di vantaggio sul vincitore di gara: ma perdere 19 punti in un colpo è una bella "botta".

Valtteri Bottas è stato relativamente fortunato, perché ha condotto un'ottima gara anche dal punto di vista tattico, sfruttando ottimamente le gomme soft del via, risultando veloce pur avvantaggiandosene per posticipare il pit-stop; poi con le supersoft è stato ancor più veloce: nulla da eccepire, il podio era meritatamente suo in ogni caso. In quanto a rimonte, ottima anche quella di Daniel Ricciardo, partito in ultima fila. L'australiano ha avuto da fare per evitare l'incidente tra Kvyat e Sainz, poi nel forzare ha commesso un errore che l'ha portato fuoripista, ma ha ripreso a risalire fino al 5° posto finale a soli 14 secondi dal compagno di squadra. Più di così non poteva fare.

Quello citato dell'incidente al primo giro tra le due Toro Rosso, è un episodio che merita un commento a sé, come pure il fantastico duello proseguito dall'Hangar Straight fino al rettilineo di partenza tra Vettel e Verstappen, fasi salienti che hanno animato la gara. Ci si aspettava qualcosa di più - beninteso, non come a Baku o Montreal - tra Esteban Ocon e Sergio Perez, che hanno fatto tutta la gara in scia concludendo 8° e 9°. Alla fine è risultata decisiva la gran partenza del francese, che ha pure reso il messicano vulnerabile a Bottas.

Ottima gara per Nico Hulkenberg, agrodolce invece per la Renault. Il tedesco riesce a conquistare il 6° posto nonostante noie tecniche sul finire. Oltre a queste che hanno rischiato di far mancare tale risultato, la Casa francese deve anche fare il mea culpa su Jolyon Palmer: il britannico non sarà certo all'altezza di Nico o di Robert, ma non viene nemmeno messo in condizione di dimostrare cosa può fare. Stavolta ha dovuto parcheggiare la sua monoposto nell'erba già nel giro di formazione, rubando la scena dei ritiri perfino alla McLaren-Honda. Per la quale a fronte di un Fernando Alonso fuori dai giochi al 32° giro, c'è un incoraggiante 11° posto di Stoffel Vandoorne, fuori dalla zona punti di poco. Giusto 3"9 dietro a Felipe Massa, che anche stavolta recupera punti per la Williams dopo una pessima qualifica.

Insomma, dopo questa gara sono in molti i team che dovranno analizzare i dati in modo ancor più approfondito del solito, per recuperare. E tra questi c'è anche la Ferrari, pur tenendo ben presente che la prestazione messa in mostra è una cosa, il risultato compromesso dal cedimento delle gomme è un'altra. Vedremo tra due settimane a Budapest chi avrà saputo affrontare meglio i propri problemi.