Con Lewis Hamilton involatosi subito verso la vittoria e Kimi Raikkonen a inseguirlo, gran parte dello spettacolo della gara di Silverstone è venuto soprattutto da altri due protagonisti: Sebastian Vettel e Max Verstappen. Una sfida che era già nell'aria, tanto da scattare già prima del via! Infatti quando Vettel si è sistemato in griglia con i freni che fumavano (vuoi per scarso raffreddamento, vuoi per le temperature ambientali più alte, vuoi per la doppia procedura di partenza dovuta allo stop di Palmer) Verstappen ha subito segnalato via radio che la Ferrari stava andando a fuoco. Se l'abbia fatto perché ha sovrastimato il fumo, oppure per mettere subito pressione a un avversario, lo sa solo lui.

In ogni caso, da un lato il problema non ha aiutato Sebastian alla partenza, dall'altro Max è scattato benissimo, e così i due sono stati in lotta serrata praticamente per cinque curve, alternandosi in terza piazza. Finché, nonostante una traiettoria non favorevole, Verstappen è entrato più veloce nel rettilineo che porta a Brooklands, tanto da andare a insidiare Raikkonen in seconda posizione, in velocità: di sicuro la RB13 ha un'incredibile efficienza aerodinamica, ma anche il motore TagHeuer-Renault non è così "scialbo" come lo dipingono.

Tuttavia l'apice del duello è stato a circa un terzo di gara, quando Vettel prende la scia e affonda l'attacco a Stowe (curva 15). Verstappen cerca un po' di fare le spalle larghe nel rettilineo (Hangar Straight) ma non si può nemmeno dire abbia zigzagato; in ogni caso Vettel è costretto a frenare molto all'interno e quindi anche a rallentare un po' di più. Verstappen cerca di sfruttare la maggior velocità dall'esterno, e i due fanno praticamente la curva affiancati: c'è anche una toccata ma "pari". Però la traiettoria stretta in entrata porta (come dovrebbe essere noto) Vettel ad allargare in uscita. In questo modo porta fuori pista Max, e pure Seb è costretto a superare la linea di bordo pista con tutte e quattro le ruote.

In realtà in quella zona c'è abbastanza asfalto, così pur nello spazio di fuga l'olandese non si fa certo intimidire né alza il piede dal gas. La sua reazione è anzi: "Vuoi fare a ruotate? Prego!" e così alla curva 16 successiva, dove si presenta all'interno, è lui ad affondare la frenata talmente da mandare largo fuori pista Vettel, tenendo la terza posizione. Una scaramuccia ad alta tensione, dove però veri rischi non ci sono stati, anche se a Vettel il comportamento di Verstappen non è piaciuto molto e ha anche detto "Si è mosso in frenata". E molti effettivamente si sono chiesti perché gli ufficiali di gara non abbiano nemmeno messo sotto osservazione l'episodio.

Cerchiamo dunque di metterci nei panni dei commissari e cerchiamo di far capire perché non è successo. Partiamo dall'Hangar Straight: qui è vero che Verstappen si è portato in mezzo, ma non ha "chiuso" all'improvviso in frenata, quindi nessuna "mossa" illegale. In seguito ha voluto insistere all'esterno, e sappiamo benissimo come fare questo significa mettersi in condizione di "farsi allargare" in uscita. Va però detto anche che era alla pari con Vettel, e che tra i commissari c'è una certa tendenza a punire chi cerca di superare se questi arriva lungo e manda fuori pista l'avversario (anche senza contatti diretti): ricordate Vettel su Massa proprio qui a Silverstone, anche se era curva 3? In più, come abbiamo segnalato, Vettel ha oltrepassato il limite della pista con tutte e quattro le ruote, in uscita.

Tutte queste condizioni descritte avrebbero secondo noi portato la direzione gara a costringere Vettel a restituire la posizione, qualora fosse salito 3°. Di conseguenza, il fatto che Verstappen abbia subito "restituito il favore" in modo similare alla curva successiva, mandando anche lui fuori pista Vettel e riprendendosi la posizione, non avrebbe fatto altro che "pareggiare i conti" in modo pressoché immediato. Ecco perché la direzione gara avrebbe ritenuto che non ci fosse alcun motivo per procedere.

Alla fine crediamo sia meglio così: dopotutto non siamo sempre stati a favore di una certa "libertà di combattimento" tra i piloti? Non abbiamo sempre criticato che si dessero penalità per ogni minimo contatto? E allora in questo caso riteniamo giusto assaporare il bel duello anche sopra le righe tra due piloti top, senza troppe polemiche, apprezzando piuttosto come nonostante la rudezza del confronto entrambi abbiano proseguito la gara senza problemi: è proprio questo che fa la differenza tra i campioni e chi invece "ci prova" senza sapere cosa sta facendo davvero.