Quattromila e 300 metri senza respiro, un susseguirsi di curve e poco spazio per inventarsi un sorpasso. L'Hungaroring è tradizionale appuntamento che manda la Formula 1 in vacanza, Gran Premio d'Ungheria ultima tappa della prima metà di campionato. Circuito impegnativo per le gomme, molto diverso da Silverstone, perché mancano i velocissimi curvoni e cambi di direzione, e un asfalto meno abrasivo. Altre sfide si presentano per le Pirelli supersoft - mescola largamente privilegiata dai team -, soft e medie. 

Anzitutto la sfida delle temperature, perché a Budapest frequentemente si è corso con un asfalto su valori elevati, ben 54° C un anno fa. Da monitorare il degrado termico della gomma, sebbene con un'incidenza che dovrebbe essere inferiore per le caratteristiche delle gomme larghe. Lo stress sulle gomme è nel complesso nella media della scala Pirelli (3 su 5), le forze laterali da contrastare si attestano invece a 4 su 5. Tante curve, molte richiedono un lungo impegno in appoggio, abbinate a pochi rettilinei, fanno sì che non ci sia spazio per abbassare le temperature delle gomme, tema che coinvolge specialmente le gomme posteriori, per le continue ripartenze in uscita di curva da velocità ridotte.

Pista dal basso grip, nel 2016 l'asfalto è stato oggetto di una nuova posa: «Il circuito è stato riasfaltato nel 2016 poco prima del Gran Premio: sarà interessante vederne l’evoluzione. Lo scorso anno abbiamo notato che l’asfalto nuovo era più liscio e veloce rispetto al precedente. La scelta dei set di mescole disponibili da parte dei team ha favorito in particolare le mescole soft e supersoft», spiega Mario Isola.

Un anno fa la gara si decise su una tattica a 2 soste, quest'anno nemmeno Silverstone ha modificato il trend di un unico pit-stop. I long run al venerdì ci diranno se sarà un Gran Premio d'Ungheria allineato a quanto visto finora o se il gran caldo potrà aprire a soluzioni diverse. Cruciale sarà la qualifica. Le chance di sorpasso sono molto ridotte e scattare davanti equivale a mettersi in tasca una buona fetta di vittoria: «In questo Gran Premio la strategia fa la differenza, anche perché è difficile sorpassare; per i team sarà dunque importante acquisire il maggior numero di dati possibili durante prove libere e qualifiche. Con la nuova generazione di monoposto più veloci questo fattore dovrebbe essere ancora più importante del solito», conclude il Car Racing Manager Pirelli. 

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Le pressioni minime imposte alla vigilia del gran premio sono relativamente basse - perlomeno in confronto ai valori di Silverstone -: 18,5 psi all'anteriore e 17,5 psi al posteriore. Nella due giorni di test in programma dopo il gran premio, Pirelli continuerà il lavoro di sviluppo delle gomme 2018 slick e potrà contare su una giornata di attività con Mercedes. 

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