Con Monaco risoltasi in un nulla di fatto in termini di punteggio, in casa McLaren-Honda ripongono le migliori aspettative della prima metà di campionato sul Gran Premio d'Ungheria, tanto da aver sacrificato la posizione di partenza a Silverstone per assicurarsi l'affidabilità minima necessaria dalla power unit per affrontare il week end dell'Hungaroring senza penalità sulla macchina di Alonso. Quattordici anni fa la prima pole e prima vittoria in Formula 1 per Fernando, al volante della Renault.

Oggi Budapest significa la chance di vedere il deficit della power unit Honda pesare meno per le caratteristiche del tracciato. Tante aspettative sul gran premio alle porte non possono significare appena un decimo posto come obiettivo, piuttosto un arrivo a punti in posizione migliore.

«Sulla carta l'Hungaroring rappresenta una delle migliori opportunità di tutto l'anno per noi. La pista corta, tortuosa significa fare meno affidamento sulla potenza completa e i piloti solo legati alle capacità del telaio per ottenere il meglio da un giro. Un buon risultato può essere una grande spinta per tutti prima del periodo di pausa», commenta Alonso.

La Spec 3 Honda dovrà anzitutto garantire il chilometraggio necessario per tagliare il traguardo, è la condizione essenziale: «Sarà la cosa più importante, l'affidabilità. Se la macchina riuscirà a esprimersi meglio in Ungheria, dovremo avere un week end senza problemi per approfittare di ogni opportunità di andare a punti. A Silverstone abbiamo preso decisioni importanti in termini di penalizzazioni in griglia da scontare in vista di questa gara, spero che paghino e ci consentano di essere nella posizione migliore possibile per ottenere dei punti»

Ultima gara che ha regalato un buon Vandoorne, davanti ad Alonso in qualifica e autore di una gara a ridosso della zona punti, off-limits causa Massa, decimo. Ricorda i trascorsi vincenti della GP2 all'Hungaroring e sottolinea le esigenze d'assetto per aggredire il susseguirsi di curve: «La configurazione della pista, abbinata alle temperature elevate, fa sì che la gara sia dura per le macchine. Serve un telaio competitivo e stabile per poter inserire il muso nel momento giusto e permettere la migliore uscita per preparare la curva successiva. I rettilinei sono corti, tutto sta nell'assettare la macchina con più carico aerodinamico possibile per le curve». 

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Non ha vissuto un inizio di campionato semplice, l'ex campione della GP2, che a Silverstone ha mostrato sprazzi di velocità. Confermato in McLaren per il 2018, sul proprio rendimento commenta: «Sebbene sia stato un po' sfortunato, sento che le prestazioni sono state consistenti e in miglioramento gara dopo gara. Ho lavorato duramente con gli ingegneri e mi sento sicuro in macchina; adesso riesco a mettere insieme i week end meglio di quanto non accadesse nella prima parte della stagione e come squadra stiamo progredendo di continuo».

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