Singapore per certificare la crescita del progetto W08 anche su piste dalle caratteristiche rivelatesi indigeste quest'anno. I passi avanti compiuti in Ungheria rispetto a Montecarlo sono stati un primo segnale, adesso in casa Mercedes l'obiettivo è proseguire la serie di vittorie inaugurata a Spa, confermare il successo del 2016 a Marina Bay e smentire i pronostici di un circuito più favorevole alla Ferrari. 

«Quest'anno, finora, abbiamo visto oscillare il pendolo in funzione della tipologa di tracciato. Sulla carta Singapore è un tipo di pista che dovrebbe favorire sia la Ferrari che la Red Bull. Entrambe hanno mostrato ottime prestazioni su piste lente, che richiedono il massimo carico aerodinamico, noi abbiamo avuto vita più difficile. Talvolta certe caratteristiche sono semplicemente nel Dna della macchina», commenta Toto Wolff.

I progressi mostrati in Ungheria hanno consentito a Bottas e Hamilton di esprimersi su tutt'altri livelli rispetto a Monaco. Dallo scorso luglio si sono sommati altri dati e sviluppi, utili per sfruttare al meglio la W08 su circuiti lenti e Singapore sarà l'occasione per dimostrare di non temere più alcuna tipologia di pista: «La solidita del nostro team negli ultimi anni è stata nella capacità di individuare chiaramente debolezze e punti di forza. Nella spinta a migliorare in ogni area abbiamo messo il dito nella piaga per comprendere le cause alla base tanto delle buone prestazioni quanto delle cattive. Nel 2015 Singapore ci ha riservato una delle esperienze più dolorose delle recenti stagioni, così ci siamo rimboccati le maniche, appreso da allora e organizzati per tornare con una fantastica vittoria lo scorso anno. Malgrado quella vittoria, è un circuito che abbiamo trovato difficile da padroneggiare, per la sua combinazione di curve brevi e secche, rettilinei relativamente corti e fondo sconnesso. Ci avviamo in Asia stavolta con la previsione di una grande sfida davanti a noiCiononostante abbiamo imparato tante cose dalle difficoltà di Monaco e innalzato notevolmente le prestazioni in Ungheria. Abbiamo compiuto buoni progressi nel comprendere cosa ci serve per ottenere il massimo dal telaio».


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