Se dopo Monza a Sergio Marchionne "giravano" per la manifesta inferiorità Ferrari nei confronti della Mercedes, su un tracciato che ha esaltato le doti della W08, immaginiamo l'umore del presidente nell'assistere alle ultime due esibizioni. Singapore e Malesia, ovvero, una Ferrari in grado di dettar legge sulla prestazione pura ma azzoppata dagli episodi. I cedimenti alla power unit ricadono nella sfera di una fragilità emersa nel momento clou del mondiale, da analizzare nel dettaglio perché non si ripeta nelle ultime cinque gare. Cruciali, essendoci 34 punti da recuperare, in una rimonta non più rinviabile. 

Insignito della laurea honoris causa in Ingegneria industriale dall'Università di Trento, Marchionne ha commentato la cocente delusione malese: «Parliamo di cose sicure. Che ieri (domenica; ndr) le due Ferrari potessero battere tutti è un fatto indiscusso. E che potesse accadere anche a Singapore è un fatto indiscusso. Il fatto che abbiamo avuto problemi con i propulsori ha a che fare con due cose: abbiamo una squadra molto giovane e la qualità della componentistica non è al livello necessario per un’auto da gara. Stiamo intervenendo».

Prestazione e affidabilità, binomio inscindibile nell'arco di una stagione per coltivare ambizioni di titolo. E se i cedimenti di Sepang, nella loro teatralità per la tempistica - in qualifica e sulla griglia di partenza - colpiscono duramente, va riconosciuta all'area tecnica una vivacità progettuale sconosciuta da tempo, che ha portato la concorrenza a intervenire presso la Federazione (vedi questione del fondo a ridosso del GP di Baku), quando non a copiare direttamente le soluzioni (deviatori sulle pance Red Bull a Singapore).  

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Il livello del confronto con Mercedes è massimo e i campioni in carica proprio sul fronte dell'affidabilità possono contare su un progetto che nell'era ibrida ha sofferto rarissimi cedimenti nei momenti decisivi. Verranno apportati dei correttivi, come anticipa Marchionne, gli episodi però restano e peseranno nell'economia del mondiale: «E' quasi una "fortuna" che non ci sia successo nulla fino adesso. Ora stiamo riguardando tutta la filiera e facendo dei cambiamenti organizzativi. Avere questi problemi qua in gara ti rompe. Se ti succede a casa di spaccare un motore, vabbè, ma fare una figura così, avere una macchina in seconda posizione e non vederla in griglia è veramente da tirarsi i capelli».

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