E' un Sergio Marchionne che a New York festeggia i 70 anni Ferrari e un valore azionario di oltre 98 euro, dai 48 euro del 10 ottobre di un anno fa.. Ai risultati finanziari e industriali deve necessariamente affiancare la delusione per quanto accaduto a Suzuka. La rottura della candela sulla macchina di Vettel pesa come un macigno sulle speranze iridate, un gap che solo la matematica dice essere ancora ricucibile. 

Dopo Sepang il presidente ha sollevato il problema della qualità dei componenti, non all'altezza di un progetto di vertice e in un'era tecnica così complessa. «Quando è un componente che costa 59 euro che fa saltare una gara, in macchine che costano milioni di euro, avere un problema simile, una schiocchezza tecnica che ormai non viene più considerata un punto importante, dà veramente fastidio.

Dettoci questo, il problema è nato, bisogna gestirlo, credo che dobbiamo rinnovare l'impegno per quanto riguarda la qualità della componenstistica che sta arrivando in F1. Probabilmente è un problema che abbiamo ingnorato nel tempo perché non è stato mai di una certa importanza, adesso abbiamo avuto almeno tre occasioni nelle quali si è visto davvero l'impatto devastante sulla performance. L'aggiusteremo», commenta a Class CNBC dagli Stati Uniti. Componentistica da migliorare vuol dire confronto con i fornitori e, visti i tempi, ottobre è già periodo nel quale i progetti 2018 definiscono le commesse per le parti da realizzare e assemblare a febbraio.

Austin sarà la prossima tappa del mondiale, una mission impossible - la vittoria iridata - nella quale Marchionne incita a non mollare e giocarsi tutto fino ad Abu Dhabi. «Nonostante quello che è successo ieri, ci siamo meritati di stare qua (quotati in Borsa e con le celebrazioni dei 70 anni in corso; ndr) in un senso, ora dobbiamo completare il lavoro che abbiamo cominciato a fare in F1. C'è ancora Austin, ancora 4 gare, non è persa, l'impegno continua.

La stagione non è persa, è ancora tutto da farsi. La macchina, con tutta la modestia che abbiamo in Ferrari, ha fatto passi in avanti enormi; senza fare l'arrogante credo sia allo stesso livello se non superiore alla Mercedes oggi. Il fatto che Red Bull abbia compiuto passi avanti importanti non credo vada a impattare sul posizionamento della Ferrari in gara. Sono sicuro che se non avessimo avuto problemi come avuto nelle ultime tre gare, avremmo fatto un discorso diverso stamattina»

La trasferta asiatica ha affossato le speranze di titolo, una partita mostratasi sempre equilibrata e con oscillazioni che, sul puro aspetto prestazionale, lasciavano presagire un confronto deciso all'ultima gara. «La realtà è che tra gli sbagli dei piloti a Singapore, il problema in Malesia con dei tubi veramente ridicoli in un senso e il problema della candela... non parlo di sfortuna, non ci credo, la cosa importante è non perdere la fiducia che ci ha portato fin qui. L'anno scorso non ci avrebbe scommesso nessuno su una Ferrari in queste condizioni».

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Verità innegabile, perché un anno fa anziché la fiducia montavano gli interrogativi sulle decisioni del presidente di organizzare il reparto tecnico sulla struttura orizzontale, il coordinamento di Mattia Binotto, senza il "nome inglese di grido". Il progetto SF70H ha dimostrato la validità assoluta, è mancata l'affidabilità, parte essenziale e non scindibile per essere vincenti nell'arco di un campionato. «Sono contentissimo di quelllo che ha fatto la squadra e ho una fiducia immensa che riusciremo a chiudere gran parte del divario dalla Mercedes», ha aggiunto Marchionne guardando alle prossime quattro gare. 

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