Nella tradizionale conferenza stampa del giovedì con i piloti, ad Austin la prima domanda a Lewis Hamilton è stata su come si senta a tornare su una pista e in una nazione dove ha vinto 5 volte (aggiudicandosi qui per 3 volte il titolo, per di più), rispondendo: «Sicuramente è una bella abitudine per me, tornare qui. Ieri in particolare è stata una giornata incredibile: è stato qualcosa che ho sempre voluto fare, alla Nasa. Sono sempre stato affascinato dallo spazio e dai viaggi spaziali». Questo mercoledì, infatti, Lewis è stato ospite nel centro in Texas dell’agenzia spaziale americana. «Avevo tante domande da fare e ho scoperto cose grandiose, tantissimi aspetti tecnologici che non conoscevo. Vorrei tornarci il prima possibile».

Tornando invece agli aspetti sportivi della gara e della lotta per il titolo, gli si chiede se la competizione non sia un po’ venuta meno dopo tutti i guai sofferti dalla Ferrari nelle trasferte orientali e se sia cambiato di conseguenza il suo approccio alle gare: «No, non sento assolutamente questo genere di sensazione. Da parte mia non è cambiato nulla, ho sempre lo stesso atteggiamento che ho sempre avuto nella seconda parte della stagione, e anche nella prima parte... A livello mentale tutto è uguale, in questa prospettiva per me non è cambiato nulla».

Tuttavia si insiste sul fatto che qualcosa sia cambiato dopo la pausa estiva. «Credo che sia stata soltanto una questione di fiducia e di miglior comprensione della macchina - risponde Hamilton - e ci sono riuscito meglio nella seconda parte della stagione, comprendendo meglio i punti di forza e le debolezze di questa macchina. E poi abbiamo evoluto sostanzialmente il processo di lavoro con i miei ingegneri. Penso anche che abbiamo cominciato con il piede giusto nelle varie prove, e questo ci permette di progredire meglio nel corso dei weekend. Dal punto di vista della mia guida, non saprei che dire. Ma ci sono tante cose positive ed interessanti che stanno succedendo nella mia vita, e magari hanno lasciato un riflesso positivo in questi ultimi mesi. Mi danno entusiasmo, per cui arrivo a queste gare con un’abbondanza di sentimenti positivi. Questo mi permette di mantenere la giusta concentrazione, e poi ovviamente ci sono anche Toto e tutto il team che sono stati incredibilmente d’aiuto in tante cose, per cui sono tremendamente grato a tutti loro».

Fortunatamente c’è qualcuno che si ricorda come l’attuale situazione di campionato sia stata determinata anche (se non soprattutto) da quanto successo alle Ferrari. Lui si aspetta che la Scuderia possa reagire già qui? «Credo che Sebastian sia stato un avversario forte per tutta la stagione. Chiaramente ha avuto qualche problema tecnico nelle ultime gare, però la sua macchina continua ad essere veloce come è sempre stata. Sicuramente avranno degli aggiornamenti per questo weekend, per cui se è vero che hanno avuto qualche contrattempo, però li aspetto molto forti anche qui e nelle ultime gare. Quindi devo continuare a tenere alta la concentrazione, non c’è alcun motivo per alzare il piede dall’acceleratore, devo continuare a spingere. Sebastian è forte, per cui credo che parlare di vincere il campionato già qui sia piuttosto sciocco. Ma non me ne può fregare di meno di vincere il titolo qui o in un’altra gara: la priorità resta quella di vincere domenica». Ma si può dire che la Ferrari abbia quasi buttato via il titolo? «No, da parte mia direi che me lo sono guadagnato fino in fondo».

Un’altra domanda riguarda la sua abilità di poleman: hai una spiegazione della tua forza in qualifica anche quando la tua macchina non è buona come vorresti? «È solo una questione di conoscere la macchina e sapere dove puoi spingere. Ci sono chiaramente dei punti deboli e zone in cui la macchina non è così forte come in altre, però devi cercare di trovare il modo di sfruttare anche quelle debolezze e comunque cavartela in qualche modo. Finora la W08 è stata una macchina divertente anche perché non è stata perfetta, quindi devi mostrare la tua abilità per trovare il bilanciamento anche in scenari scomodi, in situazioni difficili. Ed è quello che ho cominciato a fare già quando ero giovane, con i kart, ed è lì che ho fatto quella esperienza che mi ha aiutato anche ora».

Nel corso della conferenza vi sono state altre domande rivolte a Lewis, come su quali fossero gli avvenimenti positivi di cui aveva parlato, se avesse intenzione di inscenare qualcosa durante l’inno americano, se incontrare Takuma Sato sul podio in Giappone l’avesse stimolato a correre a Indy: ma in tutte queste cose il campione inglese ha glissato più o meno seccamente. Solo alla domanda se sarebbe bello vincere il titolo in Messico, si concede un po’: «Sarebbe fantastico vincere lì, dove ho tanto sostegno. Sappiamo come la F1 continui a crescere e abbia una tendenza molto positiva da quelle parti, in più sappiamo che sanno fare grandi feste. Spero allora di festeggiare con un bel sombrero in testa...».