Due gare diversissime per partenza, sensazioni, strategie, quelle di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Uno guadagna la posizione al via, salta al comando, l'altro la perde su un arrembante Ocon. Uno fatica con le gomme, l'altro le sfrutta al meglio e non soffre alcun calo. Uno decide di modificare la tattica e ricorrere ai due pit-stop, l'altro resiste bene sull'unico pit. Kimi Raikkonen, semmai, il rammarico lo ha per aver dovuto effettuare un marcato risparmio di carburante nelle battute conclusive. Sopravanzato Bottas, Kimi ha ricevuto l'indicazione di modificare un parametro relativo al turbo, salvo lamentarsi del peggior rendimento della SF70H: l'esigenza di consumare meno, però, era essenziale. 

Con un occhio sul consumi, l'altro era sulla difesa da Max Verstappen, episodio controverso e impossibile da percepire completamente dall'abitacolo durante il suo svolgimento: «A quella velocità ovviamente ero più attendo a guardare avanti che dietro, ed ero piuttosto incazzato quando mi ha superato. Sono rimasto completamente sorpreso di dover salire sul podio ma, come detto, non ho visto l'episodio. Non so davvero dove sia passato».

Bel ritmo, ottima velocità, sufficiente per liberarsi di Bottas, utile per segnalare a tratti una competitività allineata al ritmo espresso da Hamilton in testa. In termini velocistici, la Ferrari SF70H che ha funzionato come atteso in gara è stata quella di Raikkonen. «E' stata una gran gara, la macchina si è comportata sempre bene, ho solo dovuto risparmiare benzina un po' nel finale e ho dovuto rallentare ma la macchina, a parte ciò, ha funzionato molto bene. Non ho avuto alcun problema, la guidabilità era buona, le durata delle gomme è stata buona»

Nel mirino: Tutto sul caso Raikkonen-Verstappen

Dover risparmiare carburante ha portato anche agli ultimi giri al limite della finestra DRS da Vettel, mossa che Raikkonen spiega così: «Una volta che Seb è arrivato l'ho lasciato passare in curva 1, poi ho provato a prendere un po' di scia sui rettilinei per provare a consumare meno». Un dopogara nel quale è facile immaginare come l'analisi in Ferrari sia stata rivolta a capire i motivi delle difficoltà di Vettel con le gomme, rispetto a un Raikkonen pure in bagarre in avvio e pure in aria sporca, dietro altre macchine, a stressare le ultrasoft, eppure con altre sensazioni. Quattro giri in più nel primo stint, prima di passare alla soft: «Non credo che le gomme fossero in cattivo stato, le ho sentite bene e non è mai stato un problema spingere a fondo».

L'analisi del GP: un successo di velocità e strategia