“Non è la gara che avremmo voluto, ma chi se ne importa!”. Il team principal Mercedes, Toto Wolff, è il primo a congratularsi col suo campione. Lewis Hamilton al GP del Messico si riprende la corona di Re della Formula 1, sedendo nuovamente sul trono lasciato vacante da Rosberg. Vettel ha lottato fino all’ultima curva per contendergli il titolo, ma ormai la storia era scritta e il britannico lo raggiunge a quota quattro titoli nel pantheon della F1. 

Non è stata la gara perfetta, no di certo. Hamilton avrebbe voluto chiudere la partita con l’ennesima vittoria tuttavia il caos in partenza l’ha costretto a ripartire da zero, dall’ultima posizione. Un affronto, lesa maestà per l’incredulo Ham. Partito bene dalla terza posizione, si è appaiato a Verstappen e Vettel alla prima staccata, tendosi lontano dai guai mentre infuria la lotta tra la Red Bull e la Ferrari. Ma a volte sono i guai che vengono a cercarti e hanno il volto del tuo più accanito avversario. Dopo aver danneggiato l’ala anteriore toccando la RB13 di Verstappen, Vettel si affianca alla W08 squarciando involontariamente la gomma posteriore destra di Hamilton, subito costretto a tornare ai box, montando le soft e preparandosi a una lunga giornata. Nella foga del momento Hamilton pensa addirittura a un atto volontario da parte di Vettel: "Mi ha colpito delibaratemente?" chiede al suo muretto. "Non ne siamo sicuri Lewis".

I restanti 70 giri sono stati caratterizzati da una rimonta ragionata. Non era la giornata adatta per caricare a testa bassa e prendere rischi: in costante contatto col proprio muretto per conoscere la posizizione di Vettel, Lewis ha iniziato a recuperare posizioni, fino a tagliare il traguardo al 9° posto dopo aver subito l’affronto del doppiaggio da parte dello scatenato Verstappen e dello scudiero Bottas. L’apice della gara la lotta contro l’ex compagno di squadra Alonso, un duello esaltante tra due grandi campioni in cui Hamilton ha avuto la meglio, con l’asturiano che ha venduto cara la pelle. 

Tagliato il traguardo Hamilton, sceso sulla terra per 71 interminabili giri, torna sull’olimpo e può liberare la sua gioia correndo tra i tifosi messicani sventolando la Union Jack. Sottratto da David Coulthard agli abbracci dei suoi, il campione ha commentato: “Mercedes è stata incredibile negli ultimi cinque anni e sono veramente orgoglioso di fare parte di tutto questo. Non è certo il tipo di gara che avrei voluto ma non mi sono mai arreso e ho tenuto duro fino alla fine. Sono grato per oggi e voglio dedicare questo titolo alla mia famiglia, al mio team e a Dio”. 

Dopo il podio il campione ha commentato con maggiore tranquillità il suo quarto, sudatissimo titolo ai microfoni di Sky: "Mi sembra ancora mi sembra surreale, irreale. Ma è una giornata bellissima e sono felicissimo. Ricordo quando correvo nei kart e guardavo la F1 in tv e sognavo di essere lì:  ho sempre sognato in grande. Credo che sia stata la stagione più dura e impegnativa di tutte. E’ stato difficile tirare fuori il massimo dal team e non commettere errori lottando contro un quattro volte campione del mondo". 

FORMULA 1: LE CLASSIFICHE MONDIALI